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Musica da camera Musica o composizione per un organico ristretto di strumenti. La locuzione, in uso dal XVI secolo, indica un genere musicale originariamente destinato a essere eseguito in un ambiente privato di dimensioni contenute.
A partire dalla metà del XVIII secolo, la musica da camera fu principalmente quella per quartetto d’archi (due violini, viola e violoncello), ma altrettanto diffuse furono le composizioni per duo, trio, quartetto e quintetto d’archi con l’aggiunta del pianoforte o di uno strumento a fiato. I concerti pubblici di musica da camera, originariamente destinata all’esecuzione privata, ebbero origine solo a partire dall’Ottocento.
Eseguita in origine in concerti privati tenuti presso le corti reali o nelle abitazioni private, la musica da camera fu a lungo eseguita da musicisti non professionisti. Per un periodo iniziale, la musica strumentale per piccoli gruppi non fu che l’adattamento per strumenti di pezzi profani vocali preesistenti. Quella che oggi viene chiamata musica da camera fiorì in Inghilterra soltanto tra il XVI e il XVII secolo, con i cosiddetti viol consort, gruppi comprendenti da quattro a sette viole. Tra le forme tipiche di musica per viole era l’In nomine, fantasia basata su un’antica melodia di canto piano. I venti In nomine di Christopher Tye e i sette di William Byrd evidenziano lo sviluppo di un preciso stile strumentale che proseguirà fino al Seicento inoltrato con Henry Purcell.
Nell’epoca barocca, due generi musicali acquistarono importanza, prima in Italia e successivamente nel Nord Europa: la sonata da chiesa e quella da camera. Nella musica strumentale come in quella vocale, la tessitura più comune era quella in cui la linea melodica più alta era sostenuta dal basso continuo: una linea di basso eseguita, ad esempio, dal violoncello o dal contrabbasso, con le armonie fornite dal liuto, il clavicembalo o l’organo. I generi principali erano la sonata a tre (da chiesa o da camera, per due violini solisti – o flauti o oboe, spesso a discrezione degli esecutori – più il basso continuo) e le sonate per strumento solista, abitualmente il violino, e continuo. Le sonate a tre, però, potevano essere eseguite anche da formazioni più numerose, di sei o otto strumentisti. Si scrissero anche cantate da camera per voce sola e continuo, e duetti vocali e continuo. Il più illustre autore di sonate del XVI secolo fu Arcangelo Corelli, le cui opere influenzarono la musica da camera di Henry Purcell e, più tardi, di François Couperin, di Georg Friedrich Händel e di Johann Sebastian Bach.
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