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Dirigibile

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Introduzione

Dirigibile Aeromobile più leggero dell'aria, detto anche aeronave, costituito da un involucro contenente un gas per la sostentazione, un apparato motopropulsore, dispositivi per regolare la spinta aerostatica (vedi Principio di Archimede) e una o più navicelle (gondole) per i motori, l'equipaggio e i passeggeri.

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Struttura e funzionamento

La gran parte del volume di un dirigibile è occupata dall'involucro: di forma affusolata per favorire la penetrazione nell'aria, contiene un gas che nei dirigibili più recenti è l'elio, meno infiammabile rispetto all'idrogeno dei primi modelli. L'apparato motopropulsore è costituito in genere da uno o più motori che azionano eliche aeree. Per favorire la spinta aerostatica e salire di quota vengono usati appositi dispositivi che sganciano una zavorra, generalmente costituita da sacchetti di sabbia o acqua; per scendere di quota, invece, viene fatta uscire dall'involucro un'opportuna quantità di gas.

In alcuni casi si ricorre ad appositi pallonetti situati all'interno dell'involucro, che possono essere gonfiati e sgonfiati a piacimento, in modo da variare la densità complessiva dell'aeromobile; dalla densità dipende infatti l'entità della spinta aerostatica che tiene sospesi i corpi più leggeri dell'aria: minore è la densità rispetto a quella dell'aria, maggiore la spinta verso l'alto ricevuta dal corpo dall'aria. Uno o più timoni incernierati verticalmente consentono le virate a destra e a sinistra, mentre i timoni incernierati orizzontalmente consentono la salita e la discesa.

I dirigibili, che rappresentano lo sviluppo del pallone aerostatico libero, si dividono in tre classi: flosci, nei quali l'involucro assume e mantiene la forma per effetto della pressione del gas; semirigidi, nei quali una chiglia rigida contribuisce a dare forma all'involucro; rigidi, nei quali la forma dell'involucro è data da una struttura reticolare rigida interna.

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I primi modelli

Il primo dirigibile funzionante, costruito nel 1852 dal francese Henri Giffard, aveva un involucro floscio a forma di sigaro lungo 44 m ed era propulso da un'elica azionata da un motore a vapore da 3 CV (2,2 kW). Il dirigibile di Giffard, che sorvolò Parigi alla velocità di circa 10 km/h, poteva essere controllato solo in quasi totale assenza di vento. Il primo volo con ritorno al punto di partenza in presenza di una leggera brezza fu compiuto nel 1884 dal dirigibile La France, dei francesi Charles Renard e Arthur Krebs, propulso da un'elica azionata da un motore elettrico.

Nel primo decennio del XX secolo furono molti i paesi in cui vennero costruite aeronavi funzionanti; il primo dirigibile italiano, di tipo semirigido, fu progettato da Gaetano Arturo Crocco e collaudato nel 1908. I tentativi di avviare una solida produzione che rispondesse alle esigenze del mercato, tuttavia, fallirono quasi ovunque, soprattutto perché i motori allora disponibili erano troppo pesanti in rapporto alla potenza erogata. Ebbe invece successo il tentativo del tedesco Ferdinand von Zeppelin, che, perfezionando un progetto del 1897 di un suo connazionale, nel 1900 costruì il primo dirigibile rigido, prototipo di molti modelli successivi.

L'involucro del primo dirigibile Zeppelin era costituito da una serie di 17 compartimenti di tessuto gommato pieni di idrogeno, racchiusi insieme in una struttura cilindrica a sua volta rivestita da tessuto di cotone teso. Lungo circa 128 m, con 12 m di diametro, conteneva un volume di gas pari a 11.300 m³. Aveva timoni di direzione a prua e a poppa ed era equipaggiato con due motori a combustione interna Daimler da 15 CV (11 kW), azionanti due eliche ciascuno. Nel primo volo di collaudo, effettuato il 2 luglio 1900 con cinque persone a bordo, raggiunse un'altezza di 400 m e percorse 6 km in 17 minuti.

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I dirigibili nella prima guerra mondiale

Le prime rotte aeree commerciali con trasporto passeggeri regolare furono servite dai dirigibili Zeppelin Deutschland e Sachsen, entrati in servizio nel 1910 e nel 1913, rispettivamente. Allo scoppio della prima guerra mondiale 10 Zeppelin svolgevano regolare servizio e altri erano adibiti a impieghi militari. In Francia, nel 1914 l'esercito disponeva di una cospicua flottiglia di dirigibili semirigidi. Alla fine del 1918 erano stati costruiti in totale 67 Zeppelin, 16 dei quali sopravvissero alla guerra e, in base al trattato di Versailles del 1919, furono ceduti agli Alleati. Fu proprio la guerra a mettere in luce la maggiore vulnerabilità dei dirigibili rispetto agli aeroplani e a segnarne l'abbandono come mezzi offensivi. I dirigibili flosci si rivelarono tuttavia utili per l'osservazione aerea, il pattugliamento costiero, la scorta ai convogli e la localizzazione dei sommergibili e delle mine galleggianti, grazie alla loro capacità di volare a punto fisso restando in aria per periodi di tempo di gran lunga superiori rispetto agli aeroplani.

Verso la fine della guerra, la Gran Bretagna intensificò la produzione di dirigibili rigidi e nel 1919 mise in servizio l'R 34, lungo 196 m e contenente 56.100 m³ di gas. L'R 34 fu il primo a trasvolare l'oceano Atlantico: percorse complessivamente 11.200 km da East Fortune (Scozia) a Mineola (New York), e da Mineola a Pulham (Norfolk), per un totale di 183 ore e 15 minuti di volo.

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