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Metodi di datazione Metodi utilizzati in geologia per assegnare un’età alle rocce e ai minerali e, così facendo, definire la cronologia della Terra. Le tracce di tutti gli eventi del passato geologico, come il sollevamento di catene montuose, l’apertura e chiusura di oceani, le trasgressioni marine sui continenti e i cambiamenti climatici, sono conservate negli strati della crosta terrestre.
Con i metodi di cui potevano disporre, i geologi del XIX secolo furono in grado di realizzare solo una scala di tempi relativi (in cui i fenomeni studiati erano descritti come anteriori o posteriori rispetto ad altri); cosicché la vera età della Terra e la durata in milioni di anni delle unità della sua scala temporale rimasero sconosciute fino agli inizi del XX secolo. Dopo la scoperta della radioattività vennero sviluppati metodi di datazione radiometrica, che furono utilizzati per tarare la scala relativa dei tempi geologici e definire quindi una scala assoluta. La scala relativa era stata definita principalmente applicando principi della stratigrafia, ad esempio la legge della sovrapposizione secondo cui, in una successione indisturbata di strati, gli strati più antichi risultano più profondi di quelli più giovani. In base al loro contenuto di fossili, furono correlati strati rocciosi di diverse località; al crescere delle correlazioni accertate, i geologi definirono grandi raggruppamenti di strati, in base ai quali venne definita la suddivisione in vasti blocchi dei tempi geologici. La storia della Terra è stata così ripartita in grandi ere (Precambriano, Paleozoico, Mesozoico, Cenozoico e Neozoico), a loro volta suddivise in periodi. Vedi anche Scala dei tempi geologici.
Sebbene sia stato lo sviluppo delle tecniche di datazione radiometrica a consentire la definizione della cronologia assoluta della Terra, esistono altri metodi, usati in applicazioni limitate. Se ne elencano di seguito alcuni.
Questo metodo, applicabile al passato recente, si basa sul numero, lo spessore e la densità degli anelli annuali di crescita di alberi secolari o millenari. La dendrocronologia ha permesso di datare, con grande precisione, eventi e condizioni climatiche degli ultimi 3000-4000 anni.
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