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Cartello Accordo formale o informale tra imprese volto a ridurre o eliminare la concorrenza in un determinato mercato. I cartelli controllano la produzione e la distribuzione. Le principali attività nelle quali agiscono riguardano la determinazione dei prezzi, la limitazione della quantità offerta, la divisione dei mercati e il cumulo dei profitti. Oggi, il termine cartello viene generalmente applicato agli accordi che regolano la competizione nel commercio internazionale; intese analoghe, ma a livello nazionale, sono denominate trust.
I cartelli nacquero in Germania negli anni Settanta del XIX secolo, in concomitanza con la crescita dell'economia tedesca. Il loro successo viene ritenuto in parte responsabile delle aggressioni tedesche che sfociarono nelle due guerre mondiali. Durante la prima guerra mondiale, il governo della Germania utilizzò cartelli interni per produrre armamenti e altro materiale bellico. Nei due decenni successivi, le aziende tedesche continuarono a dar vita a cartelli per controllare la produzione. All'inizio della seconda guerra mondiale, la quasi totalità delle industrie tedesche era controllata da cartelli, coordinati e agevolati dal governo.
I sostenitori hanno affermato che i cartelli stabilizzano il mercato, riducono i costi di produzione, eliminano alte tariffe doganali, distribuiscono equamente i profitti e avvantaggiano il consumatore (vedi Diritti del consumatore). Gli avversari fanno invece notare che, se le imprese non sono fra loro in concorrenza, i prezzi sono più alti e la produzione è minore. Gli svantaggi dei cartelli sono oggi ritenuti maggiori dei vantaggi; in molti stati si cerca dunque di porre legalmente un freno allo sviluppo di nuovi cartelli. Cartelli particolarmente forti permangono tuttavia nell'industria petrolifera e nel commercio dei diamanti.
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