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Camaleonte Nome comune dei rettili sauri appartenenti alla famiglia dei camaleonidi, celebri per la capacità di cambiare colore. Ne esistono oggi circa 100 specie, diffuse perlopiù in Africa e nell’Asia sudoccidentale. La famiglia è particolarmente affine a quella degli agamidi, tanto che un tempo ne era considerata una sottofamiglia. Dal punto di vista paleontologico, i primi fossili rinvenuti che certamente possano essere attribuiti a un camaleonte risalgono al Cretaceo e appartengono a un genere estinto chiamato Mimeosaurus.
I camaleonti hanno il corpo compresso lateralmente, lungo da pochi centimetri a circa 60 cm, a seconda delle specie. Le zampe sottili, che tengono il corpo sollevato da terra, terminano con dita opponibili e prensili; la coda è lunga e robusta, particolarmente adatta alla vita arboricola che questi rettili conducono; a riposo viene tenuta arrotolata verso il basso e, a differenza di quella di altri sauri, non può essere amputata e rigenerata. La testa è voluminosa e unita al corpo mediante un collo corto e poco mobile; in molte specie è munita di un numero variabile di corni che si estendono in avanti e di placche ossee che sporgono posteriormente. La scarsa libertà di movimento del collo, che di per sé impedirebbe all’animale di guardarsi intorno, è compensata dall’estrema mobilità dei globi oculari, che possono ruotare in tutte le direzioni, indipendentemente l’uno dall’altro. Mancano totalmente i timpani e le cavità timpaniche. La lingua è eccezionalmente lunga e intrisa di una sostanza viscosa con cui vengono catturati gli insetti di cui i camaleonti si nutrono.
I camaleonti sono animali diurni, arboricoli e insettivori. Fatta eccezione per il periodo della riproduzione, manifestano una chiara tendenza a evitare qualunque contatto con i membri della propria specie. La loro principale caratteristica comportamentale è la capacità di cambiare colore, che mettono in atto non solo a scopo mimetico, ma anche in caso di eccitazione o di irritazione. La colorazione diurna dominante è quella verde, adatta a confondere l’animale con il fogliame dell’ambiente arboricolo in cui vive; poi, a seconda degli stimoli, del grado di illuminazione e della temperatura dell’ambiente, da verde può diventare più chiara o, di notte, bruna o nera. Il cambiamento di colore si deve all’azione di apposite cellule pigmentate presenti nella cute, che vengono stimolate da particolari meccanismi ormonali. La maggior parte delle specie è ovipara: al momento della deposizione, la femmina si porta sul terreno e depone una trentina di uova dal guscio membranoso, che con fatica sotterra perché rimangano al riparo da eventuali predatori. Solo alcune specie sudafricane sono ovovivipare (le uova si schiudono subito dopo la deposizione).
Delle circa 100 specie conosciute di camaleonti, la maggior parte appartiene al genere Chamaeleo. I criteri di classificazione che permettono di distinguere le diverse specie riguardano le dimensioni e la presenza o meno di corni e sporgenze ossee sul capo. Una delle specie più dotate in questo senso èl’africano Chamaeleo jacksonii, che possiede tre lunghi corni. Chamaeleo chamaeleon, diffuso in Africa settentrionale e nelle regioni più calde dell’Europa mediterranea e dell’Asia sudoccidentale, è parzialmente adattato alla vita terricola: nel deserto, scava tane nella sabbia e si nutre principalmente di locuste. Altri generi della famiglia dei camaleonidi sono Brookesia, limitato al Madagascar, Ramphaleon, delle regioni centrali dell’Africa, ed Evoluticauda, tutti caratterizzati da dimensioni piccole o molto piccole. Classificazione scientifica: I camaleonti costituiscono la famiglia dei camaleonidi del sottordine dei sauri, ordine squamati, classe rettili, subphylum vertebrati, phylum cordati.
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