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Risultati di Windows Live® Search Industria petrolchimica Attività organizzata per la lavorazione del petrolio greggio e del gas naturale, al fine di ottenere prodotti destinati alle più varie utilizzazioni. Comprende per estensione anche la lavorazione del gas naturale in quanto questo, pur trovandosi talvolta in giacimenti autonomi da quelli petroliferi, è costituito pressoché interamente da metano, uno dei componenti gassosi del petrolio. L'industria petrolchimica è di fatto un settore particolare dell'industria chimica di base, che col tempo, grazie al grande sviluppo dell'industria dei veicoli con motore a combustione interna, ha assunto una grossa rilevanza autonoma, specie nelle economie dei paesi più industrializzati. Nata intorno agli anni Venti negli Stati Uniti, dove si assistette ai primi utilizzi di gas di raffineria su vasta scala, l'industria petrolchimica ha cominciato a espandersi in Europa solo verso il 1950, innanzitutto nel Regno Unito. In Italia le prime installazioni furono stimolate, negli anni Sessanta, dalla disponibilità di giacimenti di gas naturale nella Pianura Padana; in seguito si è affermata soprattutto l'attività di raffinazione del petrolio greggio, essenzialmente importato, vista la scarsità della materia prima estratta dal sottosuolo italiano. Generalmente è considerata parte dell'industria petrolchimica anche l'industria delle materie plastiche e delle gomme sintetiche, specialmente quelle prodotte per sintesi a partire dagli idrocarburi presenti nel petrolio greggio, quali metano, etano ecc. Gli impianti essenziali all'industria petrolchimica, tra l'altro simbolo di questo settore di attività, sono le raffinerie di petrolio. Di vaste dimensioni, danno spesso origine a problemi seri e gravi, di natura socioeconomica e ambientale, nelle aree dove sorgono (vedi Inquinamento da petrolio). In realtà, una raffineria è costituita da una serie di impianti, collegati da una rete di grandi tubazioni per il trasferimento automatico dei prodotti da un'installazione all'altra, durante le fasi della lavorazione. I componenti più massicci, ed evidenti anche da un punto di vista paesaggistico, di una raffineria sono i serbatoi di raccolta e le imponenti colonne di distillazione – che possono raggiungere un'altezza di 50 m – nelle quali il petrolio greggio, dopo essere stato privato dei sali e dell'acqua contenuti all'origine, viene sottoposto a distillazione frazionata. Alcune frazioni pesanti, non utilizzabili in quanto tali, subiscono successivamente il processo di cracking nei reattori, impianti anch'essi di considerevoli dimensioni: da questa fase della lavorazione si ricavano prodotti adatti alle richieste del mercato, primo fra tutti la benzina. Infine, nella fase di raffinazione propriamente detta, si effettua la depurazione dei prodotti petroliferi, estraendo componenti indesiderati o comunque meno pregiati, quali la paraffina solida o il catrame. Nell'industria petrolchimica esistono però anche altri tipi di lavorazioni, che necessitano di impianti diversi dalle raffinerie: sono, ad esempio, le reazioni di poliaddizione o policondensazione che servono a ottenere i composti chimici usati per la preparazione di materie plastiche, gomme sintetiche ecc. Spesso questi impianti sono ubicati, o addirittura fanno parte, dell'industria dove avviene la fabbricazione degli oggetti con il materiale prodotto dall'industria petrolchimica, ma non sono rari i casi di fabbriche di piccole dimensioni, che con l'industria petrolchimica hanno solo rapporti di approvvigionamento.
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