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Risultati di Windows Live® Search Cosacchi Nome attribuito a un gruppo di popolazioni di radice perlopiù russa e ucraina, che abitavano principalmente le steppe a nord del Mar Nero e delle montagne del Caucaso fino agli Altaj in Siberia. Tra questi, i cosiddetti cosacchi del Don e del Kuban abitavano le regioni dei fiumi omonimi. Il termine “cosacco” deriva dal turco-tataro kazak (o qazaq), che significa “uomo libero”, “vagabondo”. Alcuni storici riconducono l’origine dei cosacchi a gruppi di servi che, fuggiti dal principato di Moscovia nei secoli XIV e XV, formarono comunità di agricoltori e allevatori nelle valli del Dnepr, del Don e dell’Ural in Siberia. In queste comunità (come in altre nella Russia dell’epoca), la proprietà della terra era collettiva e il governo era nelle mani dell’assemblea elettiva di villaggio, presieduta dagli anziani (ataman o hetman), il cui capo godeva di grande prestigio e autorità in tempo di guerra e di pace. Nel XVI secolo i cosacchi furono assoggettati all’autorità del governo russo e cominciarono a servire nella cavalleria, distinguendosi nelle guerre contro i tatari in Crimea e nel Caucaso. I cosacchi del Don, il gruppo più numeroso, capeggiarono le spedizioni di colonizzazione della Siberia. Ribellatisi agli zar nel XVII e XVIII secolo, furono impiegati in seguito dai sovrani russi quali truppe speciali per la difesa delle frontiere, la repressione delle rivolte interne e la colonizzazione. Inoltre, truppe cosacche furono utilizzate per contrastare la Rivoluzione russa del 1905. Durante la guerra civile russa la maggior parte dei cosacchi combatté contro l’Armata Rossa. Con la vittoria del comunismo questa popolazione, privata delle ricchezze e dei privilegi militari e politici, venne costretta a lavorare nell’agricoltura collettivizzata. Molti di loro furono deportati in Siberia. Nel 1936, il governo sovietico ristabilì varie divisioni della cavalleria cosacca, che combatterono contro la Germania nella seconda guerra mondiale. I costumi e le tradizioni dei cosacchi hanno continuato a essere praticati in molte aree della Russia, in particolare nelle regioni dei fiumi Don e Kuban, e hanno conosciuto una recente rinascita, favorita anche dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica.
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