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Risultati di Windows Live® Search Intervallo Termine che definisce la distanza tra due altezze musicali. Nell’armonia della musica occidentale, i nomi degli intervalli si riferiscono al numero delle note che compongono la scala diatonica: così l’intervallo da do a sol è detto quinta perché copre cinque note della scala diatonica; l’unisono corrisponde a due note della stessa altezza (ad esempio, due voci che emettono il do centrale); un’ottava copre due suoni distanti tra loro otto note della scala (ad esempio il do centrale e il do sopra il pentagramma). Per indicare il tipo di quinta e di terza si usano specificazioni come maggiore, minore, giusta ed eccedente. Unisono, ottava, quarta e quinta sono detti intervalli perfetti. Una quarta giusta, ad esempio do-fa, può essere vista come formata da due toni interi (do-re e re-mi) e un semitono (mi-fa); la scala diatonica contiene anche l’intervallo fa-si (tre toni interi), percepito come completamente diverso dalla quarta giusta. La quarta eccedente prende questo nome perché supera di un semitono la quarta giusta. Gli altri intervalli diatonici (seconde, terze, seste e settime) appaiono in due formati, con un semitono in più o in meno. La terza minore mi-sol (un semitono, mi-fa, e un tono intero, fa-sol), assieme alla terza maggiore do-mi (due toni interi, do-re e re-mi), genera l’accordo di do maggiore. La musica occidentale ha finito per superare la scala diatonica, dando spazio agli intervalli eccedenti (come la sesta eccedente do-la diesis) e diminuiti (ridotti di un semitono, come do diesis-mi bemolle, terza diminuita). Intervalli superiori all’ottava conservano l’identità acustica dei corrispondenti intervalli entro l’ottava: per questo una dodicesima è detta anche quinta composta, ovvero un’ottava più una quinta.
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