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Brasile

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Brasile: bandiera e innoBrasile: bandiera e inno
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2.3

Clima

In considerazione della ragguardevole estensione latitudinale, il clima del Brasile presenta notevoli differenze da regione a regione, passando da quello tropicale a quello temperato. Lungo la fascia costiera settentrionale è di tipo tropicale, con temperature mitigate dai venti oceanici portatori di umidità e una media annua delle precipitazioni di circa 1.500 mm. Lungo le coste meridionali il clima è caratterizzato da marcate variazioni stagionali con inverni freddi e una media delle precipitazioni inferiore ai 1.000 mm.

Negli altipiani centrorientali il clima è subtropicale: le temperature variano alle diverse altitudini, con marcate escursioni diurne, e si verificano spesso lunghi periodi di siccità. Negli altipiani meridionali e occidentali le precipitazioni possono essere abbondanti, mentre nell’altopiano sudorientale le temperature variano da subtropicali a temperate. La regione del Nordeste registra condizioni climatiche estreme, con elevatissime temperature estive (40 °C) e scarse precipitazioni (500 mm). Nella regione amazzonica il clima equatoriale umido è influenzato dagli alisei che portano abbondanti piogge. In questa zona, una delle più piovose della Terra (2.000 mm annui), si registra una temperatura costante di circa 26 °C. A Brasilia la media delle temperature è di circa 22 °C in gennaio e di 20 °C in luglio. A Rio de Janeiro si registrano temperature invernali più elevate (circa 29 °C) e una media delle precipitazioni di 1.760 mm rispetto ai 1.600 mm di Brasilia.

2.4

Flora e fauna

La vegetazione brasiliana è estremamente ricca e diversificata, specie nel bacino amazzonico. Qui domina la foresta pluviale, in cui la vegetazione è particolarmente rigogliosa e composta da centinaia di specie di piante distribuite in base al grado di umidità dei suoli: tra queste, palme e piante della famiglia delle euforbiacee (dalle quali si ricava il caucciù). Lungo la costa crescono rigogliose foreste di mangrovie, alberi del cacao, palme nane e numerose altre specie, tra cui la Caesalpinia echinata; a questa pianta (chiamata dagli autoctoni pau-brasil) si deve il nome del paese. I frutti maggiormente coltivati sono l’ananas, il mango, la banana, l’uva, l’arancia, il fico e la goiava (guava). Negli altipiani, la lussureggiante vegetazione lungo le valli fluviali si fa più rada nelle zone montuose, dove crescono soprattutto specie decidue. Nelle zone temperate abbondano le conifere, mentre nelle sezioni aride dell’altopiano sono comuni i cactus e una vegetazione di tipo arbustivo.

La fauna del Brasile è estremamente ricca e varia. Tra i mammiferi di grandi dimensioni sono diffusi il capibara, il puma, il giaguaro e l’ocelot. Non mancano il pecari, il tapiro, il formichiere, il bradipo, l’opossum e l’armadillo, oltre a vampiri e ad altri tipi di pipistrello. Nelle regioni meridionali sono presenti numerosissimi cervi. Le foreste sono popolate da diverse specie di scimmie e di uccelli tropicali, soprattutto pappagalli e tucani. Tra i rettili, numerose le specie di alligatori e serpenti, tra cui il crotalo muto, il ferro di lancia e il boa. Nei fiumi e lungo la costa atlantica ricchissima è la popolazione di tartarughe e pesci (tra cui piranha e barracuda).

2.5

Problemi e tutela dell’ambiente

L’immenso bacino idrografico del Rio delle Amazzoni è interamente coperto da foreste tropicali e savane, che costituiscono il più grande polmone verde del pianeta, in grado di influenzarne il clima e di ridurre l’anidride carbonica in eccesso nell’atmosfera. Il bacino del Rio delle Amazzoni è anche un prodigioso serbatoio di biodiversità per la quantità e la varietà delle specie vegetali e animali in esso presenti.

La foresta amazzonica copre il 56,1% del territorio del Brasile. Il ricchissimo patrimonio amazzonico è però gravemente minacciato dal crescente sfruttamento delle risorse determinato dal processo di industrializzazione. Il governo brasiliano ha a lungo promosso e incoraggiato l’occupazione e lo sfruttamento della foresta, avviando la realizzazione di infrastrutture viarie e idrauliche al fine di accelerare l’insediamento di coloni e grandi aziende, l’apertura di miniere, lo sfruttamento del legname e la costruzione di vaste fattorie per l’allevamento. A seguito di ciò, il 12% circa delle foreste amazzoniche è andato perduto, soprattutto in Brasile, dove tra il 1979 e il 1990 il tasso annuo di deforestazione aveva raggiunto l’allarmante livello di 20.000 km² all’anno. Nelle zone interessate dal diboscamento si è assistito al rapido degrado del suolo, all’inquinamento dei corsi d’acqua e alla cacciata di migliaia di indios dalla propria terra.

Per limitare il disastro ambientale, in questi ultimi anni il governo brasiliano, anche grazie alle pressione internazionale, ha in parte ridotto gli incentivi concessi per lo sviluppo industriale del bacino del Rio delle Amazzoni; d’altro lato, gli aiuti economici e politici accordati dalle organizzazioni internazionali al paese sono sempre più improntati al rispetto e alla tutela dell’ambiente.

L’84,32% dell’elettricità prodotta nel paese proviene da centrali idroelettriche, costruite attraverso la realizzazione di dighe e giganteschi bacini artificiali lungo i corsi d’acqua amazzonici, che hanno però drammaticamente alterato l’equilibrio ecologico. Per tale ragione la BIRS ha rifiutato una richiesta da parte delle autorità brasiliane di fondi destinati alla realizzazione di una nuova diga per la produzione di energia idroelettrica. Lungo la costa tra Rio de Janeiro e São Paulo si trova l’unica centrale nucleare brasiliana, che produce il 3,73% dell'energia nazionale.

Nel 2007 il 18,5% del territorio del paese risultava soggetto a protezione ambientale. Disseminati sul territorio brasiliano si trovano infatti numerosi parchi nazionali, riserve biologiche e riserve antropologiche. Il Brasile possiede inoltre aree naturali riconosciute come patrimonio dell’umanità e riserve della biosfera poste sotto la tutela dell’UNESCO.

Nel 1992 il Brasile ha ospitato a Rio de Janeiro la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e lo Sviluppo, anche nota come Earth Summit, durante la quale, oltre alla promozione di iniziative ambientali, si è giunti alla definizione del concetto di sviluppo sostenibile (vedi Conferenza di Rio). A livello internazionale, il Brasile ha ratificato numerosi trattati, tra cui il Trattato Antartico, la Convenzione sul diritto del mare e la Convenzione sull’Emisfero Settentrionale (1940). Sulla base del Trattato di cooperazione amazzonico (1978), il paese coopera alla protezione del Bacino del Rio delle Amazzoni.

3

Popolazione

La popolazione del Brasile, che registra un tasso di crescita demografica annua pari all’0,98%, è di 191.908.600 abitanti (2008). La distribuzione territoriale è tuttavia poco uniforme: la maggior parte della popolazione (84%) è concentrata nelle aree urbane delle regioni costiere e, in particolare, nelle città di São Paulo e di Rio de Janeiro. La densità media del paese è di 23 abitanti per km² (2008), tuttavia nella regione dell’Amazzonia ammonta appena a 1 abitante per km².

Il maggior gruppo etnico del paese (55%) è costituito da bianchi di origine europea (soprattutto portoghesi e spagnoli). I neri, gruppo composto da discendenti degli schiavi africani giunti nel paese nel periodo della colonizzazione e da immigrati provenienti dall’Angola e dal Congo, ammontano all’11%. Gli amerindi rappresentano ormai un’esigua minoranza (2%). La forte commistione di etnie fa sì che mulatti e meticci formino il 32% della popolazione complessiva. Nei primi decenni del XX secolo un considerevole flusso migratorio dall’Europa ha portato in Brasile numerosi italiani, spagnoli, tedeschi, scandinavi e slavi.

3.1

Lingua e religione

La lingua ufficiale è il portoghese e la religione prevalente quella cattolica (90%). La ricca composizione etnica ha avuto una forte incidenza nelle pratiche religiose diffuse nel paese. Il 4% della popolazione pratica infatti culti afro-brasiliani, quali il candomblé e la macumba, derivati dal sincretismo tra il cattolicesimo e diverse religioni amerindie e africane.

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