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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
L’istruzione primaria in Brasile è gratuita e obbligatoria dai 7 ai 14 anni di età; il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta è dell’87,1% (2005). Le principali università statali sono quelle di Brasilia (1961), São Paulo (1934) e Rio de Janeiro (1920); vi sono poi le università cattoliche pontificie di Campinas (1941) e Rio Grande do Sul (1948). Per quanto riguarda centri di studio e biblioteche, a Rio de Janeiro si trovano l’Archivio nazionale (1838), che contiene una raccolta di testi riguardanti soprattutto la storia del Brasile, e la Biblioteca nazionale (1810), che conserva preziosi volumi e manoscritti. Le principali istituzioni culturali comprendono il Museo d’arte moderna (fondato nel 1948) e il Museo nazionale delle belle arti (1818), con interessanti sezioni di geologia, botanica e antropologia, entrambi a Rio de Janeiro. Per ulteriori informazioni sulla cultura brasiliana, vedi Letteratura brasiliana; Arte latinoamericana; Teatro latinoamericano; Danza latinoamericana; Musica latinoamericana e Cinema latinoamericano.
Il Brasile è amministrativamente suddiviso in 26 stati, oltre al Distretto federale della capitale, Brasilia. Appartengono alla regione del Norte gli stati di Acre, Amapá, Amazonas, Pará, Rondônia, Roraima e Tocantins; la regione del Nordeste comprende gli stati di Alagoas, Bahia, Ceará, Maranhão, Paraíba, Pernambuco, Piauí, Rio Grande do Norte e Sergipe; il Sudeste include gli stati di Espírito Santo, Minas Gerais, Rio de Janeiro e São Paulo; il Sul quelli di Paraná, Rio Grande do Sul e Santa Catarina; il Centro-Oeste quelli di Goiás, Mato Grosso, Mato Grosso do Sul. Le principali città del Brasile sono São Paulo, la più popolosa città del paese e dell’America meridionale; Rio de Janeiro, capitale del paese prima di Brasilia, metropoli costiera e principale città portuale; Porto Alegre, Salvador, Belém, Recife, Natal, Curitiba, Fortaleza, Belo Horizonte e Manaus, sul Rio delle Amazzoni. Le città brasiliane si svilupparono con particolare rapidità negli anni Ottanta e Novanta del XX secolo in conseguenza della massiccia affluenza della popolazione rurale che raggiunse le aree urbane in cerca di lavoro. Questo fenomeno di massivo inurbamento fu la causa dell’edificazione di quartieri poveri e degradati, costituiti da bidonville costruite senza alcun criterio urbanistico, noti con il nome di favelas.
Il Brasile, stato tradizionalmente agricolo, ha assistito, negli anni Sessanta e Settanta, a un rapido sviluppo industriale che ha portato a una considerevole diversificazione del settore economico. Fiorente è l’industria estrattiva, che sfrutta i giacimenti di ferro e di carbone, e la produzione siderurgica, chimica e di automobili. Lo stato deve tuttavia risolvere gravi problemi di disoccupazione (9,7%, 2003), inflazione (7,2%, in rapporto al PIL) e debito estero, una delle principali cause, quest’ultima, della miseria del paese. Nel 2005 il prodotto interno lordo fu di 796.055 milioni di dollari USA, corrispondente a un PIL pro capite di circa 4.270,60 dollari USA.
Il settore agricolo del paese è basato sui prodotti di piantagione: circa un quarto della produzione mondiale di caffè, destinata in gran parte alle esportazioni, proviene dai distretti di São Paulo, Paraná, Espíritu Santo e Minas Gerais. Il Brasile è inoltre uno dei primi produttori mondiali di canna da zucchero, da cui si ricavano zucchero raffinato e alcol per combustibili, e di cacao. Altre colture di rilievo sono le oleaginose, quali soia, semi di lino, ricino e palme da olio, e frutta, quali banane, arance, ananas e noci di cocco. L’allevamento viene praticato in quasi tutte le regioni del paese, soprattutto negli stati del Sud. Cospicuo è il patrimonio di bovini, più modesto, ma ugualmente diffuso, quello di cavalli, suini e volatili da cortile. Il settore primario fornisce il 8,1% (2005) del PIL, occupando il 20% della forza lavoro.
Dalle fitte foreste del Brasile si ricavano caucciù, cera di carnauba, piante medicinali, oli vegetali e resine, oltre a diversi tipi di legno da costruzione. Abbondanti anche i legni pregiati quali il cedro, il palissandro e il pino del Paraná. L’industria della pesca (gamberi, sardine e aragoste), nonostante le difficoltà dovute alla carenza di capitali e di strutture per la conservazione, rappresenta un settore di considerevole importanza.
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