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Congregazionalismo Denominazione religiosa in cui ogni singola congregazione o comunità di fedeli gode di autonomia governativa. Storicamente, il congregazionalismo nacque nel XVII secolo da una costola del puritanesimo inglese, quando gruppi di puritani, detti anche 'separatisti' poiché invocavano la separazione di Chiesa e Stato, non aderendo alla Chiesa anglicana, emigrarono nel New England a seguito delle persecuzioni di Giacomo I Stuart. In senso lasco, nel mondo protestante il termine “congregazionalismo” indica l’opposizione agli ordinamenti gerarchici ecclesiastici, in particolare a quelli dell’episcopalismo e delle Chiese presbiteriane. L'episcopalismo sostiene infatti che l'autorità nella Chiesa spetta all'assemblea dei vescovi, mentre il presbiterianismo presenta una struttura gerarchica composta, in ordine crescente di importanza, dalle congregazioni locali, dal presbiterio (rappresentativo di più congregazioni), dal sinodo regionale e da un'assemblea generale; ciascuno di questi organismi esercita un preciso grado di autorità sugli organismi che lo costituiscono.
Nel congregazionalismo originario, l'appartenenza veniva limitata a coloro che erano spiritualmente rigenerati dalla conversione; le Chiese locali, costituite con un solenne patto tra i fedeli, avevano l'autorità di scegliersi i capi e di organizzare la propria disciplina. La limitazione del diritto di appartenenza si fondava sulla distinzione calvinistica fra eletti e non eletti (vedi Predestinazione), nell'intento di rendere visibile sulla terra la partizione che sarebbe stata rivelata definitivamente nel giorno del Giudizio.
Le denominazioni quali oggi le intendiamo risalgono al XIX secolo: in questo senso il congregazionalismo è soltanto uno dei gruppi religiosi discendenti dalle Chiese congregazionaliste del New England coloniale. Fra il 1805 e il 1825, le Chiese congregazionaliste si divisero in due gruppi: l'ala liberale divenne un corpo separato con il nome di 'cristiani liberali' o 'congregazionalisti unitariani', poi solo 'unitariani', mentre il gruppo facente capo all'ala tradizionalista prese il nome di 'congregazionalisti trinitariani', poi semplicemente 'congregazionalisti'. Risale al 1961 la fusione di entrambi i gruppi con le Chiese evangeliche e le Chiese riformate. Al momento della fusione, la componente congregazionalista della Chiesa unita contava 1.427.863 membri.
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