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Struttura articolo
Introduzione; Formatura; Lavorazione a lume; Ricottura; Decorazione; Cenni storici; Il vetro nel resto del mondo; Un nuovo tipo di vetro
Nell’antichità questo metodo veniva praticato soprattutto per fare aderire perfettamente il vetro allo stampo. Gli artigiani islamici ricorrevano a semplici torchi con cui realizzavano pesi e sigilli. I produttori europei riscoprirono la pressatura sul finire del Settecento e la sfruttarono per fabbricare i tappi dei decantatori e le basi del vasellame a stelo. All’inizio dell’Ottocento negli Stati Uniti ebbe grande sviluppo la pressatura meccanica, processo in cui il bolo veniva introdotto nello stampo e schiacciato da un controstampo che gli conferiva la forma definitiva; stampo e controstampo recavano talvolta decori in rilievo o in cavo da imprimere sul pezzo.
In passato il vetro tirato in lastra e in particolare il vetro per specchi veniva prodotto versando il materiale fuso su una tavola di ghisa e appiattendolo mediante un apposito rullo, per poi passare alla fase di lucidatura. I procedimenti più moderni prevedono invece uno stiramento continuo per mezzo di doppi rulli.
Il vetro, generalmente in bacchetta o in tubo, viene portato allo stato pastoso e modellato al calore di una fiamma viva, ad esempio di un becco a gas. La tecnica è utile per la realizzazione di oggetti molto piccoli.
Dopo la formatura i pezzi in vetro vengono sottoposti a ricottura per alleggerire le tensioni che si generano nel materiale durante il raffreddamento. In questa fase il vetro viene posto in appositi forni a una temperatura sufficiente ad attenuare le sollecitazioni interne e poi lasciato raffreddare lentamente.
Il vetro può essere decorato in molti modi: i metodi più diffusi sono l’incisione, l’uso di acidi e la pittura. L’incisione può avvenire secondo varie tecniche: ad esempio, con la molatura si avvicina la superficie a dischi rotanti e abrasivi di dimensioni differenti, capaci della massima precisione, mentre per ottenere effetti diversi i disegni vengono tracciati a mano con l’ausilio di una punta di diamante. L’incisione a retino, in cui il vetro viene bucherellato con minuscoli puntini, permette di creare i motivi delicati che furono tipici della produzione olandese del Seicento. L’azione degli acidi e la sabbiatura danno luogo a un effetto smerigliato e si rivelano adatte soprattutto per oggetti di grandi dimensioni quali i vetri per finestre. È infine possibile dipingere sul vetro servendosi di smalti, che vengono poi fusi con il vetro in un forno a bassa temperatura. Il vetro dorato si ottiene applicando alla superficie foglie, vernici o polvere d’oro, che vengono poi sottoposte a cottura.
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