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  • Severini Gino

    Gino Severini. Gino Severini, figura centrale del Futurismo italiano, partecipò con la sua opera alla celebrazione della vita moderna, attraverso l’espressione del dinamismo e ...

  • Artisti: Gino Severini

    GINO SEVERINI C ortona (Arezzo) 1883 - Parigi 1966; pittore. Giunge a Roma verso il 1899 e stringe amicizia con Balla e Boccioni, con i quali condivide l'attenzione per le ...

  • Opere di Gino Severini - Mart

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Severini, Gino

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Severini, Gino (Cortona, Arezzo 1883 - Parigi 1966), pittore italiano. A Roma dal 1899 per seguire gli studi artistici, conobbe Umberto Boccioni e, per suo tramite, Giacomo Balla. Nel 1906 si trasferì a Parigi, dove partecipò attivamente alla fondazione del movimento futurista e ne diffuse la conoscenza attraverso le sue tele. Nella capitale francese ebbe modo di frequentare i circoli letterari e di incontrare personalità artistiche di spicco come Amedeo Modigliani e Pablo Picasso.

Influenzato dalla tecnica e dai principi cubisti, rappresentò il movimento in turbinose composizioni di linee e forme spezzate (Boulevard, 1910, Collezione Estorick, Londra; Geroglifico dinamico del Bal Tabarin, 1912, Museum of Modern Art, New York). Divenne celebre per i numerosi dipinti dedicati al dinamismo della danza (La Ballerina blu, 1912, collezione Gianni Mattioli; Mare = Ballerina, 1914, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia), oltre che per altri di soggetto più familiare ai pittori futuristi (Treno suburbano che arriva a Parigi, 1915, Tate Gallery, Londra; Treno della Croce Rossa che attraversa un villaggio, Guggenheim Museum, New York).

Nel corso della sua carriera Severini alternò tuttavia i lavori più aperti alla sperimentazione avanguardistica a tele di genere tradizionale, come i ritratti (Ritratto di Monsieur Pautrot, 1908, MART, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto) e le nature morte (Natura morta con maschera tragica, 1929, MART; Natura morta con pesce, 1958, Fine Arts Museums of San Francisco). A partire dagli anni Venti realizzò vari mosaici (ad esempio per la chiesa di San Pietro a Friburgo, 1931) e affreschi, talvolta improntati a stilemi rinascimentali. Convertitosi al cattolicesimo, si cimentò inoltre nella ripresa di temi e modi dell’arte antica, ispirandosi soprattutto ai mosaici dell'età bizantina.

Tra gli scritti lasciati dall’artista a testimonianza del suo percorso creativo ricordiamo in particolare Dal cubismo al classicismo (1921) e Tutta la vita di un pittore (1946).

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