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Antille Olandesi (olandese Nederlandse Antillen), isole situate nel mar dei Caraibi, che costituiscono una dipendenza dei Paesi Bassi. Il primo gruppo, comprendente Curaçao e Bonaire (fino al 1986 comprendeva anche Aruba, che in quell’anno ottenne l’autonomia, diventando un territorio esterno dei Paesi Bassi), è situato a breve distanza dalla costa venezuelana, a nord-ovest della città di Caracas, e ha una superficie di 732 km². Il secondo gruppo, che fa parte delle isole Leeward, è situato all’estremità settentrionale della catena delle Piccole Antille, a est di Puerto Rico, e comprende la parte meridionale dell’isola di Saint Martin (Sint Maarten) e le isole di Sint Eustatius e di Saba, con una superficie totale di 68 km². Le Antille Olandesi hanno una superficie complessiva di 800 km² e un’estensione costiera di 364 km. Il capoluogo e il maggiore centro urbano è Willemstad, situato sull’isola di Curaçao. La maggiore industria delle Antille olandesi è la raffinazione del petrolio importato dal Venezuela. Grandi raffinerie si trovano a Curaçao. Il petrolio e i suoi derivati costituivano, nel 1990, circa il 95% delle esportazioni. Altre importanti attività economiche sono la produzione di tessuti, di apparecchiature elettroniche, di rum e di sale, il turismo, che è un’importantissima voce del bilancio, e l’estrazione di fosfato di calcio a Curaçao. La popolazione totale è di 223.472 abitanti (2007) ed è composta in gran parte da discendenti di schiavi africani. La lingua ufficiale è l’olandese, anche se viene abitualmente usato il papiamento, una lingua creola formata dalla fusione di elementi spagnoli, portoghesi, olandesi, inglesi e africani. La religione prevalente è il cattolicesimo. Il potere esecutivo è esercitato da un governatore, nominato dal governo olandese, e dal consiglio dei ministri. L’autorità legislativa è conferita allo Staten, composto da 22 membri elettivi. La difesa e la politica estera sono gestite dall’Olanda.
All’arrivo dell’esploratore Alonso de Ojeda nel 1499, le isole erano popolate da genti caiquetios (affini agli arawak) e caribi. Gli spagnoli presero possesso delle isole Leeward nel 1527. Nel 1634 gli olandesi si impossessarono di Curaçao, estendendo in seguito il controllo sul resto degli arcipelaghi. La Compagnia olandese delle Indie Occidentali impiantò sulle isole un lucroso commercio di sale, di legno e di schiavi, che rimpiazzarono in breve tempo i nativi. Passate ai Paesi Bassi con la pace di Vestfalia, le isole furono teatro di numerose rivolte, represse nel sangue dalle truppe coloniali. Nel Novecento, in particolare a Curaçao, si sviluppò l’industria della raffinazione del petrolio, rilanciata negli anni Novanta dalla compagnia petrolifera venezuelana dopo un periodo di crisi. Nel 1954 le isole ottennero l’autogoverno, costituendosi in federazione. Nel 1986, con l’uscita di Aruba dalla federazione, le altre isole furono costituite in territorio autonomo. Secondo un accordo sottoscritto con i Paesi Bassi nel 2005, nel 2008 la federazione sarà dissolta e mentre Curaçao e Sint Maarten conserveranno singolarmente lo status di territori autonomi, Bonaire, Sint Eustatius e Saba diventeranno città olandesi.
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