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Risultati di Windows Live® Search Spenser, Edmund (Londra 1552 ca. - 1599), poeta inglese, la cui opera rappresenta un punto di raccordo tra la poesia medievale e quella elisabettiana. La sua fama è legata a La regina delle fate, grande poema epico dedicato a Elisabetta I; l'opera, concepita in dodici libri, dei quali soltanto sei furono completati, innesta sapientemente la materia cavalleresca in un impianto fortemente allegorico. Nato in una famiglia di modesta estrazione sociale, Spenser concluse gli studi universitari a Cambridge nel 1576. Tre anni dopo entrò al servizio di Robert Dudley, conte di Leicester, e conobbe Philip Sidney, al quale dedicò la prima opera importante, le dodici poesie pastorali di Il calendario del pastore (1579). Quando si trasferì stabilmente in Irlanda (1580) al seguito di Arthur Grey, del quale era diventato segretario, aveva già iniziato la composizione di La regina delle fate. Su consiglio di Walter Raleigh, nel 1589 si recò in Inghilterra a darne alle stampe i primi tre libri. L'esperienza londinese gli ispirò il poemetto pastorale Colin Clout è tornato a casa (1595). Nel 1596 il poeta era di nuovo a Londra, dove pubblicò i successivi tre libri di La regina delle fate. Durante questo secondo soggiorno in Inghilterra scrisse il saggio Discorso sullo stato attuale dell'Irlanda, che sarebbe apparso postumo nel 1633, e pubblicò i Quattro inni in onore dell'amore e della bellezza. Ritornato in Irlanda, vi rimase soltanto fino al 1598, quando un gruppo di ribelli irlandesi incendiò il suo castello ed egli riparò a Londra, dove l'anno dopo morì. La ricchezza di immagini e la musicalità del verso spenseriano avrebbero esercitato una profonda influenza su John Milton e su molti poeti romantici, tra i quali John Keats e Percy Bysshe Shelley.
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