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Introduzione; Cenni storici; Organizzazioni umanitarie e organismi internazionali di soccorso; Prospettive
Carestia Grave carenza di risorse alimentari che si verifica in una vasta area geografica. Le carestie possono essere provocate da cause naturali, come prolungati periodi di siccità, alluvioni, terremoti, invasioni di parassiti e malattie delle piante, che distruggono le colture e gli allevamenti, o da eventi causati dall’uomo, come le guerre o squilibri produttivi. La prolungata carenza di risorse, soprattutto se riguarda cereali alla base dell’alimentazione di molte regioni del mondo, determina malnutrizione e gravi perdite nella popolazione.
Fin dai tempi più antichi, carestie e fame hanno ripetutamente colpito alcune aree del nostro pianeta. Già nelle cronache riportate in documenti risalenti a qualche millennio fa è possibile trovare resoconti di drammatiche carestie. Storicamente sono documentate circa 400 carestie. Le carestie hanno causato in molti casi intensi flussi migratori delle popolazioni, alla ricerca di nuove aree in cui sopravvivere. Si ricorda, ad esempio, la migrazione avvenuta nel 1840 di oltre un milione e mezzo di irlandesi, costretti a lasciare le proprie terre a causa della carestia provocata da una patologia fungina, la peronospora, che aveva distrutto le colture di patata, alimento essenziale nella dieta e nell’economia degli irlandesi. Nella regione africana del Sahel, la carestia che seguì all’eccezionale siccità iniziata nel 1973 e durata per oltre un decennio, determinò ondate migratorie verso la Mauritania, la cui capitale, Nouackhott, ha visto quadruplicare la sua popolazione. Altre gravi carestie colpirono la Cina, tra il 1333 e il 1337, tra il 1877 e il 1878, e tra il 1959 e il 1961 (trenta milioni di vittime). In India si registrarono due periodi di carestia tra il 1769 e il 1770 e tra il 1869 e il 1873.
In tutto il mondo esistono organizzazioni umanitarie, il cui scopo è quello di portare soccorso alle popolazioni colpite dalla carestia. Tra queste, la Croce rossa internazionale, fondata in Svizzera nel 1864, coordina operazioni di soccorso in loco e organizza iniziative per la raccolta di fondi o aiuti da destinare ai paesi più bisognosi. Svariate organizzazioni non governative e associazioni di volontariato operano nello stesso ambito. Dopo la fine della seconda guerra mondiale le Nazioni Unite avevano provveduto a istituire uno speciale organismo al quale affidare lo studio e l'attuazione di strategie efficaci. Venne così istituito lo United Nations Relief and Rehabilitation Administration, che venne rapidamente sostituito dall'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO). Il compito della FAO è quello di incentivare la produzione alimentare e la ridistribuzione delle risorse alimentari nel mondo. Nel 1998 l'intervento coordinato della comunità internazionale in Sudan ha ridotto i livelli di malnutrizione dal 45-50% al 10-15% della popolazione nelle aree più colpite, salvando centinaia di migliaia di vite, soprattutto di bambini.
Negli anni Trenta e Quaranta era opinione diffusa che nel successivo cinquantennio la Cina sarebbe stata colpita da una grave carestia, mentre negli anni Cinquanta l'India veniva considerato un paese che, in un futuro non troppo lontano, non sarebbe più stato in grado di nutrire la propria popolazione. In realtà, la Cina è ancora oggi in grado di fornire al proprio popolo cibo a sufficienza e, attraverso una politica di ridistribuzione delle risorse, di sostegno all'agricoltura e di controllo delle nascite, è riuscita ad allontanare lo spettro della fame. In India l'avvio della cosiddetta 'rivoluzione verde', ovvero l'introduzione di tecniche colturali intensive, concimi chimici, sistemi di irrigazione e varietà coltivabili a rendimento elevato ha consentito di incrementare la produzione agricola. Secondo le attuali previsioni, l'Africa è considerata il continente che nei prossimi decenni farà registrare il maggior numero di vittime per fame. Gravi carestie hanno del resto già imperversato in Africa, negli anni Settanta e Ottanta, e sono state causate da fattori concomitanti, come prolungati periodi di siccità, desertificazione diffusa, impoverimento dei suoli, mancanza di terreni adatti all'introduzione di tecniche agricole avanzate, rapido incremento demografico, scarsa attenzione dei governi locali alle politiche agrarie. La fame ha sterminato soprattutto le popolazioni di quelle aree in cui sono in atto, o si sono appena concluse, guerre civili o di confine, ad esempio nella regione del Sudan, in Etiopia, in Mozambico e in Somalia.
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