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Risultati di Windows Live® Search Giovani Turchi Movimento nazionalista formatosi nel 1906 nell’impero ottomano con il fine di riformarlo in senso costituzionale, attraverso l’applicazione della Costituzione emanata nel 1876. Il nome dell’organizzazione clandestina fondata a Salonicco da alcuni giovani ufficiali era Associazione ottomana della libertà, che due anni dopo si fuse con altri gruppi liberali operanti in esilio, dando luogo al Comitato di unione e progresso. Il tentativo di reprimere il movimento da parte del potere centrale provocò una sedizione delle truppe di Salonicco, che costrinse il governo a introdurre la Costituzione con l’aggiunta di norme supplementari quali l’abolizione dei tribunali speciali, l’inviolabilità della corrispondenza e la libertà di stampa. Alle elezioni del 1908 i deputati risultarono in maggioranza seguaci delle idee del Comitato. Le rivolte in Bulgaria e a Creta, l’annessione della Bosnia-Erzegovina da parte dell’Austria e un ulteriore tentativo controrivoluzionario spinsero i Giovani Turchi a deporre il sultano Abdul-Hamid II, sostituendolo con Mehmet V, e ad assumere direttamente il potere, instaurando un triumvirato guidato da Enver Pascià. Stretta un’alleanza con la Germania, grazie all’aiuto tedesco fu iniziata un’opera di modernizzazione e laicizzazione dello stato e della giurisdizione e attuata una politica di riarmo, con l’esaltazione dei valori nazionali e il perseguimento di una politica panturca. Dopo la sconfitta nella prima guerra mondiale, gli ideali politici dei Giovani Turchi furono ripresi e realizzati da Mustafa Kemal, detto Atatürk.
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