![]() |
Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Concilio di Basilea (anche Concilio di Basilea-Ferrara-Firenze-Roma), concilio ecumenico che si tenne dal 1431 al 1449 a Basilea (23 luglio 1431 - 7 maggio 1437), Ferrara (18 settembre 1437 - gennaio 1439), Firenze (18 gennaio 1439 - febbraio 1442) e Roma (25 aprile 1442 - 24 aprile 1449). Le questioni da dibattere erano l’autorità all’interno della Chiesa e la risoluzione dell’eresia hussita. Il concilio fu convocato il 23 luglio 1431 da papa Martino V, che tuttavia morì prima dell’apertura dei lavori (14 dicembre 1431). L’assemblea confermò la superiorità del concilio sul papato stabilita dal Concilio di Costanza e, contro la volontà del nuovo pontefice, Eugenio IV, accettò di riaccogliere la maggior parte degli hussiti in seno alla Chiesa.. Sconfessando il concilio riunito a Basilea, il 18 settembre 1437 Eugenio ne convocò un altro a Ferrara. L’assemblea si divise: una minoranza, guidata dal cardinale Nicola Cusano, si sottomise ai voleri del papa, recandosi a Ferrara; la maggioranza restò invece a Basilea, condannando come eretico e scismatico Eugenio, che fu quindi deposto, ed eleggendo antipapa Amedeo VIII di Savoia, che assunse il nome di Felice V. La frattura indebolì l’autorità del concilio, sempre più osteggiato dai monarchi europei. Il 16 gennaio 1439 Eugenio trasferì il concilio da Ferrara a Firenze. Quest’assemblea sancì, il 6 giugno 1439, la riunione delle Chiese d’Occidente e d’Oriente (che durò solo vent’anni). Il 25 aprile 1442 il concilio si riunì a Roma, dove si sciolse il 24 aprile del 1449, riconoscendo come unico legittimo pontefice Niccolò V, eletto dal conclave romano il 6 marzo 1447, dopo la morte di Eugenio. Le decisioni finali del concilio posero fine alle speranze del movimento conciliarista all’interno della chiesa, riaffermando l’organizzazione “monarchica” della Chiesa.
© 1993-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |