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Introduzione; Delimitazioni geografiche; Suddivisioni cronologiche; Caratteristiche culturali; Forme d’arte; Area mesoamericana; Area centroandina; Area intermedia; Area periferica
Arte precolombiana Produzione artistica delle civiltà indigene dell’America centrale e meridionale, delle Ande e delle culture limitrofe, sviluppatesi prima del XVI secolo, cioè prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo. Nei tre millenni precedenti la colonizzazione europea, le popolazioni delle Americhe raggiunsero un alto livello di organizzazione che diede luogo a raffinate forme di espressione artistica.
Gli studiosi raggruppano le culture precolombiane secondo suddivisioni geografiche che, sebbene a volte non concordino, vengono in linea generale accettate. In questa sede, per Mesoamerica si intenderanno gli attuali territori di Messico, Belize, Guatemala, Honduras ed El Salvador, mentre Perù e Bolivia costituiranno l’area centroandina. Nella cosiddetta “area intermedia” si comprenderanno invece i territori dei paesi che attualmente occupano la parte più meridionale dell’America centrale e quella più settentrionale del Sud America: Nicaragua, Costa Rica e Panamá; Venezuela, Colombia ed Ecuador. L’area “periferica” denominerà infine il resto dell’America meridionale e le isole del golfo del Messico. Sebbene tali aree fossero inizialmente considerate come entità culturali separate, le recenti scoperte dell’archeologia hanno dimostrato sostanziali interrelazioni, dando inizio a un diverso tipo di ricerca, volta a individuare i punti di contatto tra le diverse civiltà piuttosto che quelli distintivi di un particolare gruppo etnico.
Le suddivisioni cronologiche generalmente applicate alle fasi più rilevanti dello sviluppo delle civiltà precolombiane sono tre: il periodo preclassico, altrimenti detto “formativo” (1500 a.C. - 292 d.C.); il periodo classico (292-900 d.C.); e il periodo postclassico (900-1527). Sebbene il termine “classico” porti in sé tutto il peso di uno sviluppo culturale, gli studiosi negano che l’arte e l’architettura precolombiana più significative siano state prodotte durante il periodo classico. Le realizzazioni artistiche e architettoniche di alcune civiltà postclassiche – i mixtechi e gli aztechi in Messico, gli inca in Perù – sono non meno interessanti di quelle dei loro predecessori. Alcune caratteristiche proprie delle civiltà precolombiane classiche sono visibili anche in quelle del periodo postclassico. La civiltà olmeca del Messico, la cultura di San Augustín in Colombia e quella di Chavín de Huantar in Perù adoravano tutte una divinità felina (il giaguaro) e utilizzavano, nella loro arte, un’iconografia simile. La recente ricerca archeologica ha dimostrato che le più grandi civiltà classiche erano guerriere, basate su un’economia di conquista. Anche il periodo postclassico fu caratterizzato da frequenti guerre. Le civiltà e le culture di quest’epoca sono quelle meglio conosciute grazie al contatto diretto che con esse ebbero i cronisti spagnoli, i quali annotarono le loro impressioni o stilarono la storia dei popoli conquistati.
Fino al periodo postclassico, in cui si assistette al fiorire di forme culturali relativamente autonome rispetto al contesto religioso, le forme di espressione del sacro svolsero un ruolo centrale nell’impostazione e nell’evoluzione delle diverse società e, come in pressoché tutte le società agricole, le concezioni e i rituali religiosi erano largamente legati ai cicli della terra e alla sua fertilità. Gran parte delle manifestazioni artistiche sono ricche di simbologie strettamente connesse all’astronomia, per mezzo della quale si scandivano i tempi della semina e quelli del raccolto. Lo sviluppo urbano ricalcò essenzialmente due caratteri tipologici. Il primo è il centro cerimoniale, un complesso di strutture costituito da edifici di uso religioso e amministrativo posti attorno a una piazza; questo aspetto urbano induce a pensare che solamente i capi religiosi e politici e le loro corti potessero abitarlo, mentre la popolazione risiedeva nelle zone limitrofe. Qui si sviluppava il secondo nucleo, il complesso urbanistico cittadino, dotato di vie, che separavano le abitazioni dei ceti più elevati da quelle delle classi più povere, di templi e di edifici amministrativi, che, di solito, si affacciavano su una piazza.
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