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Struttura articolo
Introduzione; Delimitazioni geografiche; Suddivisioni cronologiche; Caratteristiche culturali; Forme d’arte; Area mesoamericana; Area centroandina; Area intermedia; Area periferica
La popolazione di Nazca, stanziata sulle coste meridionali del Perù, produsse poche opere architettoniche, ma eccelse nell’arte della tessitura e della ceramica, i cui variopinti disegni stilizzati contrastano nettamente con il realismo e il limitato cromatismo delle forme proprie delle culture settentrionali. Tra le vestigia più enigmatiche delle civiltà precolombiane vi sono le linee del deserto di Nazca. Composte rimuovendo le pietre scure dalla superficie del terreno, di colore più chiaro, riproducono, in scala gigantesca, forme geometriche già presenti nelle ceramiche, come animali, uccelli e pesci, e possono essere distinte chiaramente solo da grandi altezze. Probabilmente avevano funzione cerimoniale e sono da collegarsi a riti legati all’astronomia.
Tiahuanaco, un sito boliviano presso il lago Titicaca, sorto tra il III e il VI secolo d.C., divenne il centro di un’importante civiltà. La sua arte e la sua architettura si distinguono per le forme austere e severe. I motivi decorativi e l’iconografia religiosa sono rigidamente stilizzati; sia gli edifici sia le sculture sono caratterizzati da un aspetto monumentale e monolitico. La Porta del Sole di Tiahuanaco è ricavata a partire da un unico blocco di pietra. La cultura di Tiahuanaco fu una delle poche dell’area centroandina a utilizzare ampiamente la pietra, in architettura, in scultura e per l’oggettistica cerimoniale.
Tra la metà dell’VIII e l’XI secolo l’impero huari (o wari) mise fine al regionalismo culturale del Perù, gettando le basi per l’unificazione del periodo incaico.
Il periodo postclassico vide il fiorire di due grandi imperi, quello chimú e quello inca.
Sino a tutto il Quattrocento il Perù settentrionale fu dominato dall’impero chimú. La capitale, Chan Chan, era costituita da vasti complessi di dieci isolati, ognuno contenente piccole piramidi, residenze, mercati, giardini e cimiteri. Gli edifici erano decorati con figure geometriche raffiguranti animali e personaggi mitologici stilizzati. Sebbene Chan Chan non fosse fortificata, i chimú difendevano il loro impero erigendo fortezze sui confini; Paramonga, sulla linea di frontiera meridionale, è considerata un capolavoro d’ingegneria militare, come anche la fortezza di Sacsahuamán, sopra Cuzco. Le ceramiche, prodotte in serie con l’uso di stampi, erano di un caratteristico colore nero ottenuto riducendo la quantità di ossigeno nella fornace. La decorazione era modellata a rilievo e la superficie veniva levigata dopo la cottura in modo da conferirle una lucentezza argentea.
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