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Piramidi Edifici funerari o destinati al culto, comuni presso gli antichi egizi e presso alcuni popoli dell'America centrale e meridionale precolombiane. Le piramidi egizie hanno la forma di una piramide geometrica con base quadrata o rettangolare; quelle americane, anch'esse con base quadrata, sono tronche e solitamente dotate di gradoni che portano alla sommità. Le prime fungevano da tombe reali; le altre ospitavano sulla cima i riti religiosi, e a volte comprendevano anch'esse tombe per principi o alti dignitari.
La piramide è la struttura architettonica caratteristica delle tombe reali dell'Antico e del Medio Regno: al suo interno veniva garantita la vita del sovrano oltre la morte, nell'oltretomba; nelle vicinanze sorgevano a volte anche un tempio e altre costruzioni religiose. L'edificio racchiudeva la camera funeraria (talvolta sotterranea), dove veniva deposta la mummia del faraone. Le piramidi testimoniano una tecnica costruttiva di alto livello, tenuto conto della mancanza di attrezzi in ferro e di macchine per sollevare gli elementi della struttura: gli strumenti erano in pietra e i blocchi da costruzione, del peso di molte tonnellate, erano trascinati su scivoli e terrapieni, in tempi molto lunghi e con impiego di un elevatissimo numero di uomini e animali da tiro. Eccezionale è la precisione con cui questi monumenti sono orientati astronomicamente, rivolti a nord. L'esempio più antico è rappresentato dalla piramide del faraone della III dinastia Zoser (2737-2717 a.C.), nata come mastaba (tumulo a forma di parallelepipedo in muratura), poi trasformata in una costruzione a sei gradoni. Nelle piramidi posteriori, le rientranze tra i gradoni vennero riempite di altro materiale, cosicché si ottenne una forma piramidale. Gli architetti continuarono a elaborare la struttura base intervenendo sull'inclinazione delle facce della piramide, fino a raggiungere la soluzione ottimale, esemplificata nell'insieme più straordinario a noi giunto: le tre piramidi di Giza, presso il Cairo, erette durante la IV dinastia e annoverate fra le sette meraviglie del mondo. Di queste, la più imponente è la piramide del faraone Cheope, con una base quadrata di 230 m per lato e un'altezza di 147 m, interamente costruita in blocchi di granito e contenente due camere funerarie. La piramide di Chefren ha dimensioni di poco inferiori, mentre quella del faraone Micerino è molto più piccola. Durante il Medio Regno le piramidi non furono più costruite interamente in pietra, bensì con impiego anche di sabbia e terra, materiali di riempimento aggiunti a uno scheletro di blocchi di roccia. In Egitto e in Sudan sono ancora visibili i resti di circa 70 piramidi. Vedi anche Arte egizia.
Nell'America centromeridionale le piramidi erano diffuse fra aztechi, maya e altre popolazioni del tratto settentrionale della cordigliera delle Ande. Perlopiù tali costruzioni venivano disposte intorno a uno spiazzo utilizzato per cerimonie rituali. Il complesso più antico, risalente al 1200 ca. a.C., è il sito olmeco di La Venta, nello stato di Tabasco (Messico sudorientale), che pare avere influenzato la planimetria dei centri religiosi di epoca successiva nel Messico centrale, nel territorio maya – la penisola dello Yucatán, il Guatemala e l'Honduras – e nel Perù andino. Fra i maggiori esempi per l'architettura precolombiana ricordiamo la piramide di Quetzalcoatl a Cholula, nei dintorni di Puebla in Messico; le piramidi del Sole e della Luna a Teotihuacán, presso Città di Messico; e quella del Sole presso Moche, in Perù. Vedi anche Arte precolombiana.
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