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Risultati di Windows Live® Search The Solomon R. Guggenheim Museum, New YorkArticolo
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The Solomon R. Guggenheim Museum, New York Museo d'arte moderna e contemporanea di New York, aperto nel 1959 nell’edificio progettato da Frank Lloyd Wright e dedicato a Solomon R. Guggenheim, industriale e filantropo americano.
Una prima esposizione della collezione Guggenheim fu curata nel 1936 dall'artista tedesca Hilla Rebay, consulente artistica e amica del magnate statunitense, con l'intento di presentare al pubblico alcune opere d'arte moderna non figurativa, tra cui vari dipinti di Marc Chagall e Vasilij Kandinskij. L'ampliamento della collezione portò nel 1937 alla nascita della Solomon R. Guggenheim Foundation, incaricata di gestire il fondo. Nel 1939 la collezione fu organizzata in museo permanente aperto al pubblico, chiamato Museum of Non-Objective Painting, con sede in un vecchio salone d’automobili della Cinquantaquattresima Strada Est di Manhattan.
Nei quattro anni che seguirono, Solomon Guggenheim e Hilla Rebay elaborarono varie ipotesi per costruire una sede più adatta, finché nel 1943 incaricarono del progetto l’architetto statunitense Frank Lloyd Wright. Quest’ultimo, critico verso la scelta di Manhattan come ubicazione (a suo avviso troppo costruita, sovrappopolata, architettonicamente incoerente), volle l’edificio almeno vicino al Central Park (nella Quinta Strada, tra la Ottantottesima e l’Ottantanovesima), polmone verde della metropoli, lontano dal rumore e dalle arterie più congestionate. Sia l’architetto sia il committente morirono prima che il complesso fosse terminato (1959), monumento alla genialità del primo e allo spirito avventuroso del secondo. La natura del Central Park funge da ideale controcanto alle forme architettoniche disegnate da Wright. L’edificio incarna infatti in modo coerente i principi ispiratori dell’architettura organica, come l’armonico inserimento nel contesto ambientale e la rispondenza delle strutture a esigenze non solo funzionali ma anche espressive, in sintonia con i bisogni emotivi ed estetici dei fruitori. L’esterno del museo richiama la forma di una grande conchiglia bianca a spirale (del genere Nautilus) e al contempo riprende, rovesciandola, un’antichissima tipologia architettonica, quella della ziggurat, la piramide mesopotamica a gradoni. L’organizzazione spaziale dell’interno è altrettanto rivoluzionaria: il pubblico può raggiungere il settimo piano grazie a veloci ascensori e da qui iniziare la visita, scendendo lungo la lunga rampa a spirale e accedendo così ai vari ambienti ai piani sottostanti, disposti a raggio come gli spicchi di un agrume. Lo spazio aperto al centro offre la possibilità di abbracciare con un colpo d’occhio vari livelli contemporaneamente. Insieme al riferimento alle forme organiche, la composizione architettonica manifesta anche un intento ironico nei confronti della prassi del Movimento Moderno, sostituendo la rigorosa geometria ortogonale invalsa nel periodo con imprevedibili accostamenti di curve, archi, triangoli, ellissi. Nel 1992 la sede del Guggenheim Museum fu interessata da un’importante opera di restauro e ampliamento, che si concluse con la costruzione di una nuova torre adiacente, destinata a ospitare esposizioni temporanee. Nel giugno dello stesso anno una sezione distaccata del Guggenheim fu aperta nel quartiere di SoHo, sempre a Manhattan, allo scopo di esporre opere della collezione altrimenti destinate ai depositi. L’allestimento museale, all’interno di un caratteristico palazzo ottocentesco, fu curato dall’architetto giapponese Isozaki Arata.
Il patrimonio del Solomon R. Guggenheim Museum si arricchì nel tempo grazie ai lasciti di importanti collezioni private, che si aggiunsero a quella del fondatore. All’originario nucleo di arte prevalentemente astratta (riconducibile in primo luogo al Blauer Reiter) si aggiunsero capolavori di altre correnti e movimenti artistici, come quelli della straordinaria collezione Thannhauser, che illustravano le conquiste artistiche dell’impressionismo e del postimpressionismo (tra i nomi più rappresentativi figurano Edouard Manet, Claude Monet, Paul Cézanne, Edgar Degas, Camille Pissarro, Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Pablo Picasso, Fernand Léger). I direttori del museo che si susseguirono negli anni Settanta e Ottanta rivolsero poi l’attenzione all’espressionismo astratto (Jackson Pollock, Mark Rothko), alla Pop Art (Roy Lichtenstein), all’arte minimalista e concettuale (Sol LeWitt), alle spinte più rinnovatrici nell’ambito della scultura statunitense ed europea (Alexander Calder, Constantin Brancusi, Alberto Giacometti, Henry Moore). Il museo include inoltre sezioni dedicate alla fotografia, alle installazioni, alla Video Art, al cinema sperimentale. La celebre Rotunda al piano terra ospita esposizioni temporanee, mentre il Peter B. Lewis Theater viene utilizzato per eventi e incontri culturali. I visitatori possono inoltre usufruire di vari caffè e bookshop. Vedi anche The Solomon R. Guggenheim Foundation.
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