![]() |
Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Struttura articolo
Zucca Nome comune di alcune piante appartenenti al genere Cucurbita della famiglia delle cucurbitacee. Le zucche sono con ogni probabilità originarie dell’America centrale: furono tra le prime piante commestibili a essere introdotte in Europa dopo la scoperta dell’America, come avvenne per il pomodoro e la patata.
Si tratta di piante erbacee annuali con lungo fusto prostrato o rampicante, lungo fino a 2 m; le foglie sono foglie cuoriformi e lobate, coperte da una fine peluria e disposte in modo alterno. La pianta è monoica, cioè produce fiori con organi riproduttivi solo maschili o femminili; i fiori sono grandi, dotati di cinque petali parzialmente fusi alla base a formare un’ampia campana, di colore giallo. I frutti (zucche) da un punto di vista botanico sono peponidi; di forma oblunga o tondeggiante, con rivestimento liscio o bitorzoluto e polpa gialla e compatta o biancastra e fibrosa, le zucche raggiungono dimensioni considerevoli e rappresentano la parte commestibile della pianta, ampiamente coltivata come pianta da orto. Anche i semi, ovali e appiattiti, di colore biancastro, sono commestibili e consumati dopo tostatura. La zucca è legata alla celebrazione della festività di Halloween, di origine anglosassone ma recentemente affermatasi anche in Italia.
Le due specie botaniche (cioè esistenti in natura) più conosciute nei nostri climi sono Cucurbita maxima, o zucca dolce, dai frutti sferoidali, e Cucurbita moschata, detta anche zucca torta o zucca pepona, che sviluppa grandi zucche cilindriche o claviformi. Entrambe sono note anche come zucche invernali; la maturazione dei frutti avviene verso ottobre-novembre. La coltivazione della zucca prevede la semina verso marzo-aprile e temperature comprese tra 10 °C e 25 °C; la pianta è abbastanza rustica e non richiede un particolare tipo di suolo, ma ha necessità di spazio, dato che si sviluppa orizzontalmente sul terreno sul quale poggiano i grandi frutti, e frequenti irrigazioni. Dopo la raccolta, i frutti possono essere conservati a temperatura intorno ai 10 °C; vengono commercializzati tagliati a fette. La polpa, di sapore dolce e consistenza farinosa, secondo le varietà viene destinata al consumo animale o umano; in tal caso, si presta alla preparazione di minestre, fritture, dolci e conserve. Le varietà sono molteplici, e possono dare luogo a zucche che sfiorano i 90 cm di diametro e il peso di oltre 80 kg, protagoniste di esposizioni e sagre dedicate a questi frutti bizzarri. Tra le varietà più popolari di C. maxima e C. moschata si ricordano la “Gialla d’Italia”, con frutto molto grande, compresso ai poli e buccia spessa e costoluta; la “Turbante”, diffusa nell’Italia meridionale e centrale, i cui frutti hanno una sorta di calotta rosso-arancio; la “Piena di Napoli” ha frutti cilindrici e leggermente ricurvi, con buccia liscia e giallastra e polpa gialla.
Le zucche contengono circa il 96% di acqua e il 2,2% di carboidrati; molto più scarso il contenuto di proteine (0,6%) e lipidi (0,2%). Il loro consumo apporta una buona quantità di sali minerali, in particolare potassio e calcio; rappresentano anche una buona fonte di vitamina A e vitamina C e, sia pure in minore quantità, di vitamine del gruppo B (principalmente la B3). Classificazione scientifica: Le varie specie di zucca appartengono al genere Cucurbita della famiglia delle cucurbitacee, ordine cucurbitali, classe dicotiledoni, divisione angiosperme.
© 1993-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |