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Eufrate (turco Firat; arabo al-Furat), fiume dell'Asia sudoccidentale, che nasce nella Turchia orientale e attraversa la Siria e l'Iraq; sfocia nel golfo Persico dopo essersi unito con il Tigri formando lo Shatt al-Arab. Le acque dell'Eufrate, insieme a quelle del Tigri, consentirono nell'antichità lo sviluppo della cultura mesopotamica. L'Eufrate è tuttora un'importante risorsa della regione e il suo utilizzo è fonte di significative tensioni politiche.
Il fiume ha una lunghezza di 2.700 km, con una portata media di 887.000 litri al secondo (nonostante la notevole variabilità stagionale) raccolti da un bacino idrografico con una superficie di 765.000 km². Benché meno del 30% della superficie del bacino appartenga alla Turchia, più del 90% dell'acqua dell'Eufrate proviene da questa nazione. Qui infatti scorrono i fiumi Karasu e Murat (con tutti i loro affluenti), che confluiscono nei pressi di Elazig dando origine all'Eufrate. Da questo punto il fiume scorre verso sud ed entra quindi in Siria circa 120 km a nord-est della città di Aleppo. Procede quindi in direzione sud-est, ricevendo le acque del fiume Nahr al Khabur, un importante affluente di sinistra le cui acque provengono dalla Turchia sudorientale e dalla Siria nordorientale. Il corso dell'Eufrate diventa quindi quasi parallelo a quello del Tigri; dopo che entrambi i fiumi sono penetrati in Iraq, la loro distanza l'uno dall'altro non supera mai i 160 km. Nel suo percorso verso il punto di confluenza con il Tigri, nell'Iraq sudorientale, a nord-ovest di Bassora, l'Eufrate costituisce il confine occidentale della regione conosciuta come al-Jazirah (l'Isola). Il corso d'acqua che nasce dalla confluenza dell'Eufrate con il Tigri è chiamato Shatt al-Arab.
Da un punto di vista storico, l'Eufrate, citato già in numerosi passi della Bibbia, è uno dei fiumi più importanti del mondo. La valle del Tigri e dell'Eufrate fu la culla delle antiche civiltà dell'Assiria, di Babilonia e di Sumeria; le città di Babilonia e di Ur sorgevano sulle sue sponde. Per secoli il fiume costituì il limite orientale delle regioni controllate dai romani e, durante la supremazia dell'impero romano d'Oriente, numerose città e centri artistici e letterari fiorirono lungo il suo corso. Le testimonianze recuperate nel corso dei numerosi scavi archeologici effettuati sulle sponde del Tigri e dell'Eufrate sono state la fonte di preziosi dati storici. L'Eufrate svolse un ruolo fondamentale nell'irrigazione dell'antica Mesopotamia. Oggi, per la stessa ragione, l'Eufrate è fonte di gravi tensioni politiche, in quanto la Turchia, la Siria e l'Iraq sono in conflitto per l'utilizzo delle sue acque, sia per l'agricoltura che per la produzione di energia idroelettrica. La Turchia sta attuando un progetto a lungo termine finalizzato allo sviluppo di una regione agricola sudorientale, l'Anatolia. Questo progetto, noto con l'acronimo turco GAP, devierà un'importante quantità di acque dell'Eufrate destinandole all'uso locale. Per facilitare questo piano e fornire acqua alla regione, la Turchia ha costruito la diga di Atatürk (dal nome del fondatore della Turchia moderna, Mustafa Kemal, detto Atatürk), la quarta al mondo per dimensioni. Questa è solo una di una serie di dighe che capitalizzano la ripida discesa dell'Eufrate dalle montagne dell'Anatolia. Il bacino artificiale alle spalle della diga occupa una superficie di 815 km²; per riempire il lago fu necessario interrompere il corso del fiume per un mese. La diminuzione della portata del fiume è fonte di preoccupazioni per la Siria, che ha investito notevolmente nella produzione di energia e nell'irrigazione con la propria diga sull'Eufrate (battezzata al-Thawrah, o 'diga della Rivoluzione'), inaugurata nel 1973. Questa diga ha creato un bacino artificiale di 640 km², battezzato lago Assad in onore del presidente della Siria (Hafiz al-Assad). La produzione di energia idroelettrica è però stata compromessa dal progetto GAP. L'Iraq a sua volta ha protestato contro l'uso delle acque dell'Eufrate connesso con il progetto siriano, e nel 1975 i due paesi furono sull'orlo di una guerra. In Iraq l'agricoltura dipende notevolmente dall'acqua fornita dal sistema fluviale del Tigri e dell'Eufrate. In questo paese il massimo afflusso, che rende conto di circa il 40% dell'approvvigionamento idrico annuale della regione, avviene nei mesi di aprile e maggio. Le fluttuazioni nella portata del fiume, che varia notevolmente di mese in mese e di anno in anno, tuttavia, rendono l'agricoltura irachena particolarmente esposta alla siccità e alla penuria d'acqua. La diga di al-Haditha fu costruita per creare una riserva d'acqua per l'Iraq, ma la sua utilità è sinora stata relativamente limitata. Dagli anni Cinquanta un progetto di controllo delle alluvioni sul fiume Tigri ha consentito di deviare l'acqua proveniente da questo bacino attraverso la depressione di Thartar fino all'Eufrate, ma anche questo non è stato sufficiente per risolvere i problemi di rifornimento idrico. L'Iraq risente inoltre dell'elevato contenuto di sale dell'acqua, dovuto agli impianti chimici e di lisciviazione situati lungo il corso del fiume. Tutti e tre gli stati affacciati sulle rive dell'Eufrate, Turchia, Siria e Iraq, continueranno nel proprio tentativo di massimizzare il proprio utilizzo e il proprio accesso al grande fiume: ciò sarà dunque una fonte crescente di tensione e, molto probabilmente, di conflitti.
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