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Catamarano

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Gara di catamaraniGara di catamarani
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Introduzione

Catamarano Imbarcazione costituita da due scafi paralleli, generalmente identici, fissati a una piattaforma centrale che li mantiene distanziati. Il termine catamaran deriva da un’espressione in lingua tamil che significa “tronchi legati”, e denotava un tipo di zattera propulsa da vele o da pagaie impiegata lungo le coste sudorientali dell’India. Imbarcazioni simili hanno raggiunto un alto livello di sviluppo nelle isole Hawaii, Marchesi, Tuamotu e a Tahiti.

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Cenni storici

Nell’età antica e durante il Medioevo il doppio scafo venne probabilmente adottato occasionalmente anche in Europa, per trasportare carichi troppo pesanti per la capacità di un singolo scafo di piccole dimensioni; tuttavia, le prime navi a vela con caratteristiche simili ai moderni catamarani furono costruite in Inghilterra, durante il regno di Carlo II. Alla fine del Settecento fu poi realizzato un piccolo numero di cannoniere a doppio scafo, e nel corso del secolo successivo vennero costruiti battelli da diporto, cannoniere e vapori.

Durante il XIX secolo, in Europa, in Giappone e negli Stati Uniti, furono effettuati esperimenti con catamarani a vapore lunghi fino a 91 m, che si rivelarono estremamente utili come traghetti, chiatte da trasporto, battelli per la ricerca scientifica oceanografica e fluviale, oltre che come mezzi di salvataggio e di recupero del naviglio subacqueo; la notevole stabilità propria di questi mezzi, infatti, permette un ottimo funzionamento della strumentazione di bordo e, in generale, facilita manovre e operazioni. A partire dal Novecento i catamarani sono divenuti estremamente popolari; grossi catamarani a motore sono impiegati per il trasporto di passeggeri nelle rotte di corto e medio raggio, mentre i catamarani propulsi a vela sono diffusi nell’attività sportiva e ricreativa.

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Caratteristiche strutturali

In generale, un catamarano è costituito da due scafi collegati da una piattaforma rigida, a differenza di quanto previsto nel progetto sviluppato dall’ingegnere navale statunitense Nathanael Herreshoff nel 1876, nel quale gli scafi potevano beccheggiare indipendentemente tra loro. Il vantaggio del catamarano rispetto a un’imbarcazione monoscocca è dato dal fatto che la leggerezza e la ridotta resistenza idrodinamica sono associate a una grande stabilità, che, tra l’altro, permette l’uso di vele di grosse dimensioni.

Il catamarano è un’imbarcazione estremamente veloce, ma richiede angoli di virata ampi se paragonati alle dimensioni dello scafo ed è perciò lento nel bordeggio. Strutturalmente, i grossi catamarani con piattaforma rigida sono soggetti a sforzi molto elevati nel caso di mare mosso o di tempesta, e in condizioni estreme possono anche spezzarsi.

Il catamarano planante, che può scivolare sulla cresta delle onde, è stato parzialmente sviluppato sia nel tipo con propulsione a motore, sia a vela, ma richiede elevate potenze.

Nel catamarano semisommerso i due scafi, di forma cilindrica e quasi completamente sommersi, sostengono un’ampia piattaforma sopraelevata; in caso di necessità, un sistema di zavorre permette di far scendere ulteriormente gli scafi in profondità, in modo da sottrarli a eventuali moti ondosi superficiali che comprometterebbero la stabilità dell’imbarcazione.

Negli anni Quaranta del Novecento è stato sviluppato anche un battello a triplo scafo: il trimarano.

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