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Burke, Edmund

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Edmund BurkeEdmund Burke

Burke, Edmund (Dublino 1729 - Beaconsfield, Buckinghamshire 1797), pensatore politico e statista britannico. Dopo aver studiato al Trinity College di Dublino e all’Università di Londra, pubblicò nel 1756 Una difesa della società naturale, nella quale, ironizzando sulla riflessione politica dello statista britannico Henry Saint-John Bolingbroke, polemizzava con chi asseriva che i principi astratti e razionali fossero il criterio della legittimità di un sistema politico.

Nel 1757 Burke pubblicò l’opera Indagine filosofica sull’origine delle nostre idee sul sublime e sul bello, in cui individuava nella guerra l’origine dell’idea di Sublime e nell’amore la fonte della concezione del Bello (una teoria che verrà ripresa dallo scrittore Lev Tolstoj nel 1895). Il filosofo tedesco Immanuel Kant riprenderà invece le riflessioni sul Sublime nella Critica del giudizio (1790).

Trasferitosi in Inghilterra, fu eletto alla Camera dei Comuni nel 1765. La sua elezione coincise con le prime avvisaglie del conflitto fra la Gran Bretagna e le colonie d’oltreoceano, sfociato poi nella guerra d’indipendenza americana. Fin dall’inizio Burke sostenne ardentemente la politica non interventista propugnata dal partito Whig, di cui divenne il più noto ideologo (Pensieri sulle cause dello scontento presente, 1770). In seguito denunciò i peggiori difetti dell’amministrazione britannica, esposta al duplice rischio dell’eccessiva influenza del monarca sul governo e della corruzione dei governanti, sottolineando anche la differenza costitutiva fra questo tipo di prassi politica e l’orientamento Whig.

Il sostegno dato alla politica di conciliazione con le colonie americane, condotto attraverso una serie di noti discorsi parlamentari, lo rese famoso per le sue idee liberali in gran parte del mondo anglosassone e nei futuri Stati Uniti d’America. La sua fama aumentò quando prese a occuparsi dei metodi criminali usati dall’amministrazione inglese nel governo dell’India e quando appoggiò apertamente la causa dei cattolici irlandesi.

Con la pubblicazione, nel 1790, delle Riflessioni sulla Rivoluzione francese, Burke si affermò come uno dei più acuti critici dell’ideologia rivoluzionaria sviluppata in Francia. Ai principi astratti e razionalistici dei giacobini, che a suo parere avrebbero distrutto l’ordine sociale e politico nel tentativo di ricrearlo ex novo, Burke contrappose i pregi della Costituzione britannica, fondata sulle consuetudini e sulla tradizione, difendendo un progetto riformista basato sulla conoscenza accurata dei luoghi, della popolazione e delle istituzioni. Vedi anche Conservatorismo.

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