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Isteria

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Charcot alla SalpêtrièreCharcot alla Salpêtrière
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Introduzione

Isteria Disturbo mentale in cui i conflitti psicologici si manifestano attraverso sintomi somatici (detti 'di conversione') o dissociativi, come amnesia o perdita di coscienza.

I disturbi di conversione sono quelli in cui i conflitti psichici, e le emozioni a essi associate, vengono inconsciamente tradotti in sintomi fisici, senza che ci sia una causa organica. I sintomi di conversione più comuni sono la paralisi muscolare e la cecità.

La diagnosi si fonda sull'impossibilità di trovare una causa organica e successivamente sul riconoscimento di un legame inconscio tra sintomo e conflitto psicologico. Il trattamento preferenziale è costituito dalla psicoterapia, accompagnata, se necessario, dal trattamento con psicofarmaci.

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Cenni storici

L'isteria è uno dei disturbi mentali più controversi. Già nell'antica Grecia veniva ricollegato alla natura femminile e alle alterazioni delle emozioni dovute al ciclo mestruale: il termine deriva, infatti, dal greco hystéra, che significa utero. Nel Medioevo veniva invece attribuito a possessione demoniaca e stregoneria.

Nell’Ottocento l’isteria veniva considerata in due modi diversi: poteva essere giudicata sia effetto di suggestione, o addirittura simulazione, sia vera e propria malattia, di cui ricercare le cause nel funzionamento del sistema nervoso. In questa prospettiva, alla fine del secolo, il neurologo francese Jean-Martin Charcot dimostrò che idee patologiche potevano esprimersi in sintomi fisici. Il suo allievo Pierre Janet descrisse per primo l'isteria come un disturbo psicologico. Successivamente, Sigmund Freud considerò i sintomi isterici come il risultato dell’azione di difesa che l’individuo adopera contro alcune pulsioni sessuali e rappresentazioni mentali che provocano emozioni sgradevoli. Il meccanismo di difesa prevalente nell’isteria, secondo Freud è la rimozione.

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