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Lusitania

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Penisola iberica in epoca romanaPenisola iberica in epoca romana
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Introduzione

Lusitania Provincia dell’impero romano, situata nella penisola iberica. Formava parte del territorio noto ai romani come Hispania e comprendeva la maggior parte del moderno Portogallo centrale, delimitato a nord dal fiume Duero (o Douro) e a sud dal Guadiana. Gli antichi confini della Lusitania, tuttavia, non corrispondono esattamente alla frontiera moderna tra Spagna e Portogallo, tanto che l’antica capitale della Lusitania, Emerita Augusta (Mérida), si trova oggi in Spagna. La ricchezza della Lusitania era concentrata nell’area costiera, con un esteso entroterra verso Oriente sulle alte sierras.

Prima dell’occupazione romana, la provincia era abitata dai lusitani, una popolazione della quale si sa poco, benché fosse probabilmente connessa con i gruppi celtici dell’Europa centrale e occidentale; questa stirpe di guerrieri aveva dato vita a una fiorente civiltà, contraddistinta da stanziamenti fortificati che possedevano molte delle caratteristiche dei centri urbani del mondo classico.

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La conquista romana

Il primo conflitto tra i lusitani e Roma avvenne quando essi si allearono con i vicini celtiberi per combattere (196-179 a.C.) l’espansione romana nella regione. Verso la metà del II secolo a.C., sotto la guida di Viriato, i lusitani inflissero una serie di sconfitte ai romani, ma vennero alla fine sottomessi in seguito all’uccisione del loro comandante.

Durante le guerre civili che funestarono Roma verso la fine del I secolo a.C., i lusitani furono arruolati nelle fazioni schierate contro le forze di Giulio Cesare. Questo coinvolgimento nelle vicende politiche dell’Urbe accrebbe l’influenza di Roma sui lusitani, alcuni dei quali ottennero probabilmente la cittadinanza grazie al servizio prestato nelle milizie delle singole fazioni. Dopo la vittoria del partito di Cesare, la regione venne definitivemente conquistata da Augusto e nel 27 a.C., sotto la sua autorità, fu istituita la provincia di Lusitania.

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La provincia di Lusitania

Data la scarsità di fonti letterarie o storiche, le vicende successive della provincia appaiono confuse e, per comprenderne lo sviluppo, gli studiosi si devono basare sulle testimonianze archeologiche. Sicuramente la Lusitania divenne in breve una florida provincia romanizzata, con ricche città e piccoli centri rurali, costruiti sul modello italico. All’inizio del I secolo d.C., l’imperatore Claudio manifestò un interesse particolare per la Lusitania: concesse infatti lo status di municipio alle città e il diritto di cittadinanza a molti abitanti del luogo, gran parte dei quali erano probabilmente veterani dell’esercito romano. Seguì, sotto gli imperatori Flavi e con Traiano, un programma di urbanizzazione grazie al quale le città lusitane crebbero per grandezza e importanza delle loro strutture civiche.

Sempre in questo periodo fu istituito un sistema di strade, che permise un capillare sfruttamento economico della regione. Ne risultò un periodo di pace, progresso e prosperità. La base economica della provincia risiedeva nell’agricoltura, che venne in gran parte riorganizzata facendola ruotare attorno a una rete di ville, costruite e amministrate secondo il modello romano, anche se continuarono a fiorire fattorie locali su piccola scala. Una vasta gamma di industrie artigiane, tra cui quella della ceramica e quella della lavorazione dei metalli, soddisfaceva probabilmente la gran parte dei bisogni locali. Come il resto dell’Iberia, tuttavia, la Lusitania era particolarmente nota per le miniere di metalli, tra cui il ferro, il piombo e l’argento.

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Le invasioni germaniche

La sicurezza della provincia fu compromessa fin dalla metà del II secolo d.C., quando i tentativi dei saraceni del Nord Africa di stabilirsi in Iberia li portarono a infiltrarsi in Portogallo: l’agitazione politica attestata in questo periodo in Lusitania fu probabilmente conseguenza della pressione esercitata da queste incursioni. L’instabilità crebbe tra la fine del III e il IV secolo, poiché la penisola iberica era sempre più di frequente attaccata da popoli germanici, soprattutto da franchi e vandali: molte città e paesi della Lusitania presumibilmente provvedettero in questo periodo a erigere mura difensive. Durante le guerre civili provocate dalla contesa fra Costanzo e Onorio per il controllo dell’impero, gli alani approfittarono della confusione invadendo la regione nel 411 d.C., che fu sottratta al controllo romano.

La Lusitania offre ancora imponenti vestigia degli anni in cui fu provincia romana. Emerita Augusta, la capitale, fu quasi eguagliata per importanza dalla città costiera di Scallabis (odierna Santarem). Particolarmente ben conservata è la città di Conimbriga (odierna Coneixa-a-Velha), fondata sul luogo di un insediamento preromano, dotata di notevoli monumenti, fra cui il foro, terme, acquedotti e inoltre molte sontuose abitazioni (con pavimenti a mosaico), racchiuse da mura difensive di età tarda.

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