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L’inquinamento delle acque costiere dovuto agli scarichi, soprattutto nelle aree interessate dallo sviluppo turistico, è uno dei maggiori problemi ambientali del paese. Nel 1991 il Parlamento montenegrino ha promulgato la Dichiarazione dello Stato ecologico del Montenegro, documento ufficiale che evidenzia l’impegno del paese nella salvaguardia del patrimonio naturale. Il Montenegro ha istituito diverse aree protette, le principali delle quali sono il Parco nazionale Lovćen, il Parco nazionale Durmitor e il Parco nazionale del Lago di Scutari. La regione di Cattaro, che è stata colpita da un rovinoso terremoto nel 1979, è annoverata tra i siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco per il suo interesse storico, culturale e naturalistico.
La popolazione del paese è di 684.736 abitanti (2007 stima), con una densità media di 50 abitanti per km². È composta per il 62% da montenegrini, appartenenti al gruppo degli slavi; le altre maggiori componenti sono quella musulmana (slavi islamizzati durante il dominio ottomano, che secondo i criteri iugoslavi costituiscono un gruppo nazionale; 15%), quella serba (9,3%) e quella albanese (6,6%). Croati, macedoni e sloveni rappresentano esigue minoranze. Benché coinvolto negli eventi che hanno funestato i Balcani durante gli anni Novanta portando al collasso della Iugoslavia federale socialista, il Montenegro è stato solo sfiorato dalla guerra civile e a differenza delle altre repubbliche della federazione non ha conosciuto significativi spostamenti di popolazione, accogliendo invece diverse migliaia di profughi serbi e albanesi del Kosovo.
La lingua ufficiale del paese è il serbo, uno dei due rami linguistici del serbo-croato. Le religioni maggiormente praticate sono quella cristiana ortodossa (circa l’80% della popolazione) e quella musulmana (20%, diffusa sia tra gli slavi islamizzati durante il dominio ottomano, sia tra gli albanesi). Sono presenti anche esigue comunità di cattolici e protestanti. Nel 1993 è stata fondata una Chiesa montenegrina ortodossa autonoma.
L’istruzione primaria è gratuita e obbligatoria dai 7 ai 15 anni. La costituzione del Montenegro sancisce il diritto all’istruzione per le diverse comunità etniche. A Podgorica ha sede l’Università del Montenegro (1974). L’eredità culturale del Montenegro è frutto delle influenze congiunte delle culture mediterranea, balcanica e orientale. L’influsso bizantino è particolarmente evidente nell’architettura e nella pittura: numerosi infatti sono i monasteri medievali ortodossi riccamente affrescati, che conservano, tra l’altro, manoscritti risalenti al XIII secolo. Nel paese vi sono molte istituzioni culturali quali teatri, gallerie d’arte, musei e biblioteche. Per approfondimenti sull’attività letteraria del Montenegro vedi Letteratura iugoslava.
La capitale, Podgorica, è il principale agglomerato urbano del paese. Altre città minori sono Cattaro (Kotor), Niki e Cettigne (Cetinje), l’antica capitale del paese. Budva e Sveti Stefan sono rinomati centri turistici della costa adriatica.
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