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Stato Pontificio

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Introduzione

Stato Pontificio o Stato della Chiesa Territorio italiano sotto il dominio temporale del papa, le cui origini risalgono al VI secolo d.C., periodo nel quale i papi divennero di fatto i governanti della città di Roma e dell'area circostante. Ciò avvenne durante la dominazione bizantina in una fase storica segnata dalla debolezza delle autorità politiche e dalla minaccia dell'invasione longobarda. Questo territorio nel 754 fu formalmente ceduto al papa Stefano II (III) da Pipino il Breve, re dei franchi, con la promessa di donazione fatta a Quierzy-sur-Oise (Promissio carisiaca) e confermata da Carlo Magno nel 774.

Nell'VIII secolo ulteriori aggiunte territoriali vennero operate attraverso donazioni e restituzioni di territori occupati dai longobardi (Esarcato, Pentapoli, parte della Sabina e della Tuscia meridionale) e ceduti al papa per volontà dei franchi. I rapporti giuridici tra l'impero dei franchi e lo Stato della Chiesa risultarono sbilanciati a favore dei primi, che potevano esercitare ampi diritti e interferire nell'elezione del pontefice. Successivamente, nel periodo di crisi dell'impero carolingio furono l'aristocrazia romana e i feudatari dell'Umbria e del Lazio a condizionare le vicende dello Stato Pontificio.

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La politica di espansione territoriale dei papi

Il consolidamento dei territori pontifici nella forma di un vero e proprio principato ecclesiastico si ebbe a partire dall'XI secolo, con l'organizzazione della Curia (vedi Papato), strumento di governo ecumenico della Chiesa. Nei due secoli seguenti e in particolare al tempo della dominazione degli Angiò nell'Italia meridionale, i papi intrapresero una politica di ampliamento territoriale sfruttando la crisi dell'impero germanico in Italia, così da ottenere il Ducato di Spoleto, la Marca di Ancona e il territorio della Romagna, che si aggiunsero ai precedenti possedimenti nel Lazio.

Nell'età del Rinascimento i papi governarono lo Stato della Chiesa con metodi analoghi a quelli in uso nelle coeve signorie italiane, presentandosi sulla scena politica come veri e propri principi coinvolti nei conflitti dinastici in Italia e coltivando forti aspirazioni temporali. La Romagna, contesa a Venezia, il Regno di Napoli, nel quale tentarono a più riprese di estendere la loro influenza, e la Toscana furono le aree maggiormente interessate dall'azione dei papi rinascimentali, da Innocenzo VIII (1484-1492) a Paolo III (1534-1549); con quest'ultimo, che creò il Ducato di Parma e Piacenza a favore del figlio naturale Pier Luigi Farnese, si esaurì un ciclo storico, in coincidenza con il dispiegamento su scala planetaria dell'opera spirituale della Chiesa.

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L'affermazione del potere temporale e il conflitto con gli Stati

Tuttavia l'attività temporale del papato non si esaurì affatto, come provano l'annessione di Ferrara (1597) e del Ducato di Urbino (1631), la guerra di Castro (1641-1644), combattuta contro i Farnese per i diritti su quel territorio, ma ancora di più i conflitti giurisdizionali con i sovrani assoluti della prima età moderna, da Filippo II a Luigi XIV, e con i sovrani riformatori del XVIII secolo, da Maria Teresa d'Austria a Carlo III di Spagna. Diritto di nomina dei vescovi, direzione delle scuole e della cultura, esenzioni fiscali, controllo del benefici ecclesiastici, esercizio della censura, autonomia giuridica del clero e altre materie analoghe divennero oggetto di aspre lotte politiche tra Stati e Chiesa che accompagnarono tutta la storia moderna: la permanenza del potere temporale della Chiesa, il cui ambito territoriale precipuo era costituito dallo Stato Pontificio, fu causa e motivo di tali conflitti.

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Le due Repubbliche romane

L'integrità dello Stato Pontificio si mantenne fino al 1797, anno in cui un corpo di spedizione francese, al comando di Napoleone Bonaparte, si impossessò di una vasta area del 'patrimonio di Pietro', premessa per la formazione della prima Repubblica Romana (1798). Nel 1801 il papa Pio VII riconquistò parte dell'autorità perduta e nel 1815 il Congresso di Vienna ripristinò la situazione territoriale precedente alle acquisizioni napoleoniche, ponendo però lo Stato Pontificio sotto la protezione austriaca. Nel 1849, al tempo della seconda Repubblica Romana, la sovranità politica del papa fu nuovamente interrotta, ma per breve periodo.

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