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Risultati di Windows Live® Search Comanche Popolazione di indiani d'’America appartenenti a un ramo meridionale degli shoshoni, di famiglia linguistica uto-azteca e di area culturale delle praterie. Originariamente stanziati nelle aride terre a ovest delle Montagne Rocciose, nel corso del XV secolo si spostarono nelle Grandi Pianure, costringendo gli apache ad abbandonare la loro terra, e qui dominarono una vasta zona nel tardo XVIII secolo e all’inizio del XIX secolo. I comanche erano i cavallerizzi più abili delle praterie, in sella ai loro cavalli preferiti, i pony pinto, che inizialmente predavano agli spagnoli e che poi cominciarono ad allevare. Molto combattivi, facevano frequenti incursioni nei territori degli europei e degli altri indiani, con un raggio d’azione che arrivava fino al Messico. Benché fossero riusciti per più di un secolo a impedire ai coloni di penetrare nei loro territori, nel 1875 trattarono la pace con il governo degli Stati Uniti. All’inizio dell’Ottocento la popolazione superava i 30.000 individui, ma di lì a poco un’epidemia li ridusse a meno di 10.000. Nomadi, i comanche vivevano della caccia al bisonte, abitavano nelle tende tradizionali (tepee) ed erano organizzati in gruppi patrilineari. Indossavano pelli di daino e, in inverno, copricapi di pelo, mentre in guerra portavano un imponente elmetto ricavato dallo scalpo di un bisonte e provvisto di corna. Sia le donne sia gli uomini usavano ornarsi di tatuaggi. Di grande importanza, per la loro religione, erano le esperienze visionarie, che ricercavano in condizioni di isolamento e digiuno. Era credenza comune che gli spiriti degli animali favorissero alcuni individui e venissero in loro aiuto, e che spiriti protettivi abitassero le rocce e il tuono. Oggi i discendenti dei comanche vivono in riserve nell’Oklahoma.
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