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Introduzione; Lutero e la Riforma protestante; Zwingli; Calvino; Anglicanesimo; Gruppi radicali; Guerre, ortodossia, pietismo; Razionalismo; Il XIX secolo; Il XX secolo; Dottrina: giustificazione per fede e autorità della Bibbia; Sacerdozio e culto; Tendenze recenti
Protestantesimo Una delle tre confessioni maggiori del cristianesimo, accanto al cattolicesimo e all’ortodossia. I fautori della Riforma protestante diedero vita, nel XVI secolo, a chiese separate dal cattolicesimo, con il proposito di restaurare la fede cristiana delle origini, pur conservando quanto ritenevano valido della tradizione successiva. Le comunità religiose riconducibili alla Riforma concordavano nel rifiutare il primato del papa sottolineando l’autorità della Bibbia e l’importanza della fede individuale. Il movimento di riforma fu definito protestante dopo la seconda Dieta di Spira (1529), durante la quale sei principi luterani e i rappresentanti di alcune città tedesche protestarono contro la revoca dell’editto di tolleranza promulgato dalla dieta precedente.
La Riforma si fa iniziare convenzionalmente nel 1517 con la pubblicazione delle 95 Tesi di Lutero contro la diffusione del commercio delle indulgenze, praticato, all’epoca, per finanziare la costruzione della basilica di San Pietro a Roma. Lutero, monaco agostiniano e professore di teologia a Wittenberg, era pervenuto alla convinzione, raggiunta non senza gravi drammi interiori, che solo la fede potesse portare l’uomo alla salvezza. Questa impostazione teologica riduceva enormemente lo spazio dell’agire umano in ordine alla salvezza. Inizialmente Lutero intendeva soltanto promuovere una riforma all’interno della Chiesa cattolica, ma a seguito dell’opposizione incontrata e del suo rifiuto di rivedere le proprie posizioni, incorse nella scomunica, negando definitivamente l’autorità del papa e ponendosi sotto la protezione del principe Federico di Sassonia, il quale gli consentì di divulgare le sue idee con numerosi scritti. La Riforma si diffuse rapidamente soprattutto in Germania, e ben presto furono fondate anche in Scandinavia le chiese nazionali.
Pochi anni dopo lo scisma di Lutero sorse a Zurigo un movimento di riforma più radicale, guidato da Huldrych Zwingli, che interpretando l’eucaristia come cerimonia puramente simbolica propugnò un culto sobrio e ridotto all’essenziale. La Riforma di Zwingli, adottata pacificamente con deliberazione della municipalità di Zurigo, si diffuse rapidamente in altre città della Svizzera pur incontrando l’ostilità di Lutero.
Il riformatore più influente della generazione successiva a Lutero e Zwingli fu Giovanni Calvino, teologo francese che si stabilì a Ginevra nel 1536 instaurandovi una riforma fondata su un ordinamento che prevedeva l’alleanza di Stato e Chiesa per assicurare moralità e ortodossia. Calvino, autore della prima esposizione sistematica della teologia protestante, istituì un governo ecclesiastico e fondò influenti istituzioni educative; calvinisti erano pure gli ugonotti francesi e molti degli olandesi che si batterono per l’indipendenza dalla Spagna cattolica.
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