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Risultati di Windows Live® Search Melodramma Genere teatrale in cui i personaggi si esprimono cantando e l’azione scenica è accompagnata dalla musica. Il termine, che deriva dalle parole greche mélos (“canto, melodia”) e drâma (“azione”) è sinonimo di opera e di opera lirica. Il testo di un melodramma, in cui sono riportati i dialoghi, i monologhi e le didascalie che spiegano l’azione scenica, è chiamato libretto. Il melodramma nacque a Firenze verso la fine del XVI secolo a opera di un gruppo di poeti e musicisti noto come “Camerata fiorentina”. Ebbe enorme diffusione in epoca barocca, età in cui quasi tutti i grandi musicisti, da Claudio Monteverdi a Georg Friedrich Händel, con la vistosa eccezione di Johann Sebastian Bach, scrissero per il teatro. Nel Settecento il melodramma venne profondamente riformato da Christoph W. Gluck e da W.A. Mozart che, senza scardinarne le convenzioni, ne ridussero l’ampollosità e la retorica, a vantaggio di un chiaro svolgimento dell’azione e di una maggiore aderenza della musica a situazioni e personaggi dell’intreccio. In Italia si affermò come librettista di fama internazionale Pietro Metastasio, autore di 27 testi, messi in musica negli anni a seguire più di ottocento volte. Nel XIX secolo il melodramma fu quasi l’unico genere musicale coltivato in Italia, a tutto svantaggio della musica da camera e di quella strumentale. La situazione favorì il fiorire di grandi compositori di opere, come Gioacchino Rossini, Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Ruggero Leoncavallo. Nella seconda metà del secolo il compositore tedesco Richard Wagner espanse enormemente la forma, facendo del melodramma un’”opera d’arte totale”, che fonde musica, mitologia e poesia. Nel Novecento il melodramma fu praticato anche da autori che si posero in una posizione di aperta rottura con la tradizione ottocentesca. La parola “melodramma” è usata anche per indicare un dramma non musicale a forti tinte, senza alte pretese letterarie, ma con una decisa presa emotiva sul pubblico. Un “tono” melodrammatico, al di là delle rigide codificazioni di genere, si riconosce inoltre in opere e forme espressive del XX secolo esterne al teatro: ad esempio, nelle telenovela sentimentali e soap opera della televisione, o nel cinema mélo.
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