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Trieste

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Piazza Unità d’Italia, TriestePiazza Unità d’Italia, Trieste
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Introduzione

Trieste Città dell'Italia settentrionale, capoluogo di provincia e della regione a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia; è situata sulla sponda orientale del golfo omonimo, sul mare Adriatico, al limite dell'altopiano carsico, presso il confine con la Slovenia. Si estende solo in parte in pianura e gode di un clima relativamente mite; talvolta la bora, vento di nord-est che può raggiungere la velocità di 120-150 km orari, ostacola le attività cittadine e marittime.

La città è un importante centro commerciale (ospita fra l'altro la Fiera campionaria internazionale) e industriale, attivo nei settori cantieristico, chimico, petrolchimico, farmaceutico, siderurgico, metalmeccanico, tessile, della carta e del tabacco. L'economia della provincia (la meno estesa d'Italia e con solo il 2,7% del territorio regionale), che comprende 6 comuni lungo la fascia costiera più interna del golfo, è basata in prevalenza sull'agricoltura (viti, frutta e ortaggi) e sulla pesca.

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Urbanistica e luoghi di interesse

Il nucleo più antico, o 'città vecchia', di limitata estensione (dall'epoca romana all'inizio del Settecento), si trova sul colle di San Giusto; adiacente, a nord, è l'espansione teresiana (sviluppatasi tra fine Settecento e metà Ottocento, con reticolato regolare di strade), seguita da nuovi ampliamenti in più direzioni, fino al grande sviluppo edilizio del Novecento, a macchia d'olio.

Fra i più antichi monumenti, sono notevoli i resti della Basilica Forense e del Tempio Capitolino (I-II secolo d.C.), sull'alto del colle e, sulle pendici, il teatro, coevo, e il cosiddetto Arco di Riccardo (eretto nel 33 a.C.). Sul colle sorge anche la cattedrale di San Giusto, unione trecentesca di due chiese basilicali, con grande rosone gotico e mosaici di scuola veneziana del secolo XII; inoltre, il Castello (1470-1630) e il Civico museo del Castello, che custodisce ambienti arredati dell'epoca e una raccolta di armi antiche; non lontano, si incontra il Museo di storia e arte, dove sono esposti in particolare materiale archeologico e 274 disegni di Giambattista Tiepolo.

Più in basso si distende la piazza dell'Unità d'Italia, sulla quale s'affaccia il Palazzo Comunale (del 1875), aperta nell'Ottocento verso il porto costeggiato dalle 'rive', viali dai quali si diparte, fra l'altro, il molo Audace (divenuto classica passeggiata dei triestini) a cui attraccò per primo, il 3 novembre 1918, il cacciatorpediniere Audace da cui prese il nome. Nelle vicinanze inizia il Borgo Teresiano, o 'città nuova', che giunge fino alla via Carducci dove si trovano edifici in prevalenza ottocenteschi fra i quali, neoclassici, il Palazzo Carciotti di Matteo Pertsch (costruito fra il 1802 e il 1805) e la chiesa di Sant'Antonio Nuovo (1827-1842), in asse con il Canal Grande; sul viale XX Settembre, a est di via Carducci, prospetta il teatro Eden, opera del 1906 in stile liberty di Giuseppe Sommaruga.

Fra i numerosi musei triestini, vanno ricordati il civico Revoltella, d'arredo ottocentesco, con la Galleria d'arte moderna; il civico Sartorio, in una villa neoclassica, che ospita una collezione di ceramiche del XV-XIX secolo; il civico del Mare con sezioni di cantieristica e pesca; il nazionale di Arte antica, con dipinti del XV-XIX secolo; il civico del Risorgimento, allestito nell'edificio del sacrario Oberdan, presso il luogo ove il martire fu impiccato dagli austriaci nel 1882, e quello della Resistenza, nella risiera di San Sabba che fu campo di concentramento nazista.

A nord della città sorge inoltre il grande faro della Vittoria, costruito nel 1927, con un alto belvedere sul mare; nel sovrastante altopiano carsico, invece, importante è la Grotta Gigante, una cavità il cui vano, unico, è alto 115 m. Il viale Miramare, infine, conduce (8 km a nord-ovest) al celebre Castello di Miramare che, eretto per l'arciduca Massimiliano d'Asburgo e l'infelice moglie Carlotta fra il 1855 e il 1860 sopra un promontorio e circondato da un giardino all'italiana, costituisce un notevole e ricco museo d'ambiente.

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Storia

Colonia romana nel I secolo a.C. (con il nome di Tergeste, d'origine paleoveneta), la città venne fortificata da Ottaviano (il futuro Augusto) nel 32 a.C. e si sviluppò sotto Traiano. Dopo la caduta dell'impero d'Occidente fu prevalentemente colonia militare bizantina, fino al 788, quando divenne dominio dei franchi, dai quali i vescovi ebbero l'autorità temporale che esercitarono fino all'affermarsi del comune verso la fine del XII secolo. Iniziarono quindi i contrasti con Venezia, che tra il 1202 e il 1369 la sconfisse più volte, finché i triestini chiesero la protezione degli Asburgo, duchi d'Austria (1382), atto con il quale iniziò, pur gradualmente, una sudditanza plurisecolare.

Così, dopo un periodo tumultuoso ma di progresso cittadino, Trieste si chiuse e si isolò, ma mantenne la sua italianità e, nel XVIII secolo, divenuta porto franco, si giovò del dispotismo illuminato di Maria Teresa d'Asburgo, che favorì il rinnovamento dell'attività commerciale e finanziaria (mentre Venezia andava declinando), diede alla città nuove strutture sociali e avviò il rinnovamento edilizio. Trascorsi il periodo francese e quello della Restaurazione, il nuovo ceto medio sviluppò importanti iniziative (industrie cantieristiche e compagnie assicurative). L'irredentismo era tuttavia ormai un forte movimento liberale e nazionale che spingeva la città verso l'unione con l'Italia, che avvenne nel 1918 con la fine della prima guerra mondiale.

Sotto l'aspetto economico l'unione non fu proficua, nonostante l'avvio di nuove attività industriali, per la diminuita importanza del porto, che non rappresentò più la grande porta del Nord-Est europeo. Rimasta sotto il controllo militare alleato alla fine della seconda guerra mondiale, la città dovette attendere il 1954 per tornare a essere italiana, dopo aver perso parte del territorio provinciale. Il Memorandum di Londra assegnò infatti la zona A del mai costituito Territorio libero di Trieste (comprendente il capoluogo giuliano e la fascia costiera fino a Duino) in amministrazione civile al governo italiano e la zona B al governo iugoslavo. La questione dei confini fu chiusa solo nel 1975 con la firma del trattato di Osimo, quando le mutate condizioni internazionali permisero un accordo bilaterale che sancì in maniera definitiva quanto stabilito dal Memorandum d’intesa.

Abitanti (triestini): 211.184 (2001).

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