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Risultati di Windows Live® Search Imagismo Movimento poetico nato in Gran Bretagna e negli Stati Uniti attorno al 1912, che esaltava la precisione della parola, il controllo dell’emozione e l’esperienza concreta e sensibile, trasformando l’immagine stessa in linguaggio. Il termine fu coniato dal poeta statunitense Ezra Pound, in un articolo sulla rivista “Poetry”, per descrivere le composizioni di un gruppo di autori inglesi che, in aperta rottura con l’artificiosità e il sentimentalismo romantici, mettevano l’immagine – essenziale, secca, immediata – al centro di una poesia ispirata da una parte all’opera critico-filosofica del britannico Thomas Ernest Hulme e dall’altra agli haiku giapponesi. Intessuta di assonanze e allitterazioni, la poesia degli imagisti faceva uso di un linguaggio colloquiale ma preciso e, sull’esempio dei simbolisti francesi, abbandonava le strutture metriche tradizionali a favore del verso libero. Oltre a Ezra Pound, che ne fu il maggiore teorico insieme con il poeta britannico Frank Stewart Flint, l’imagismo ebbe tra gli esponenti principali gli statunitensi Amy Lowell, Hilda Doolittle, Wallace Stevens, William Carlos Williams e il britannico David Herbert Lawrence; T.S. Eliot ne fu fortemente influenzato. Fra i risultati più notevoli del movimento si ricordano l’Antologia degli imagisti (1914), curata da Pound, e tre raccolte dal titolo Poeti imagisti (1915, 1916, 1917), curate da Amy Lowell.
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