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Passaggio di Nord-Ovest

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John FranklinJohn Franklin

Passaggio di Nord-Ovest Via marittima navigabile che collega l’oceano Atlantico e l’oceano Pacifico attraverso il Mar Glaciale Artico, lungo le acque costiere del Canada settentrionale e dell’Alaska nordoccidentale. I primi tentativi di scoprire questa rotta, che conduce dall’Europa alla Cina fino all’India, attraverso le acque ricoperte di ghiacci dell’America settentrionale, ebbero inizio negli anni Novanta del XV secolo, con i viaggi di esplorazione di Giovanni Caboto, ma rimasero, come numerosi altri seguiti nel XVI secolo (ad esempio, quello di Jacques Cartier), privi di successo.

Nel 1819 fu intrapresa la prima di una serie di spedizioni inglesi che rinnovarono il tentativo di scoprire una via di transito. La sfortunata spedizione di John Franklin inconsapevolmente si avvicinò alla scoperta della rotta. Nel 1850-1854 Robert McClure, a capo di una spedizione di ricerca delle navi di Franklin, dimostrò l’esistenza di un passaggio, ma solo nel 1903-1906 Roald Amundsen riuscì ad attraversarlo per la prima volta. Nel 1969 una petroliera rompighiaccio americana, il Manhattan, fu la prima imbarcazione di grandi dimensioni a superarlo.

L’immenso labirinto di isole che caratterizza la zona artica del Canada, con le sue pericolose coste rocciose e frastagliate, l’imprevedibile banchisa, che può permettere il passaggio di un canale un anno e bloccarlo quello successivo, il disorientamento delle bussole provocato dalla vicinanza del polo magnetico e la riluttanza da parte della Marina britannica ad apprendere le tecniche di sopravvivenza degli indigeni inuit sono tra le cause che spiegano le immense difficoltà affrontate per individuare il passaggio di Nord-Ovest.

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