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Prostaglandine Classe di sostanze organiche presenti in tutti i mammiferi, che svolgono funzioni simili a quelle degli ormoni. Dal punto di vista chimico, le prostaglandine sono acidi grassi, solubili nella componente lipidica del corpo umano. Si trovano in particolare nella prostata e nel liquido seminale, ma, sia pure a concentrazioni diverse, sono localizzate nella maggior parte dei tessuti.
Benché l'identificazione delle prostaglandine da parte del fisiologo svedese Ulf von Euler risalga al 1935, le ricerche su composizione, struttura, funzioni e applicazioni cliniche di queste sostanze ebbero inizio solo alla fine degli anni Sessanta. Nel 1971 il farmacologo britannico John Robert Vane dimostrò che molti effetti clinici dell'Aspirina® sono collegati alla capacità di questo farmaco di inibire la sintesi di determinate prostaglandine.
Alcune prostaglandine provocano la costrizione dei vasi sanguigni. Questo effetto viene sfruttato in ostetricia, dal momento che la costrizione dei vasi sanguigni che irrorano l'utero provoca una stimolazione delle contrazioni di quest'organo; preparati farmacologici a base di prostaglandine possono essere somministrati alle donne incinte per indurre il parto o l'aborto terapeutico. A causa dell'effetto esercitato sui vasi dell'utero, le prostaglandine prodotte dall'organismo sono responsabili della dismenorrea, cioè del dolore e dei crampi accusati da molte donne nei primi giorni del ciclo mestruale. Nella maggior parte dei casi, le manifestazioni della dismenorrea possono essere alleviate attraverso la somministrazione di farmaci che inibiscono la sintesi delle prostaglandine, come l'ibuprofen e il naproxene e da altri farmaci antinfiammatori non steroidei (vedi Analgesici). Gli effetti delle prostaglandine sui vasi sanguigni sembrano essere responsabili anche di alcuni tipi di emicrania.
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Azione sulla coagulazione
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Due prostaglandine scoperte negli anni Settanta, il trombossano e la prostaciclina, interferiscono, con azioni opposte, con i processi di coagulazione del sangue: il trombossano stimola l'aggregazione delle piastrine, mentre la prostaciclina la inibisce. Dato che l'aggregazione delle piastrine sembra essere tra i fattori che possono provocare l'ischemia cerebrale e l'infarto, alcuni farmaci che hanno un'azione inibitrice sulla sintesi delle prostaglandine (ad esempio, l'aspirina®) vengono talvolta somministrati per la loro capacità di prevenire l'insorgenza di queste forme patologiche.
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