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Bulgaria

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Bulgaria: bandiera e innoBulgaria: bandiera e inno
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2.3

Flora e fauna

Circa un terzo del territorio bulgaro è coperto da foreste, perlopiù di conifere, in particolar modo nella catena dei Balcani, estremamente boscosa. Sul massiccio dei Rodopi crescono anche faggi e querce. La fauna selvatica (orso, lupo, volpe, alce, gatto selvatico) popola le zone montuose del paese.

2.4

Problemi e tutela dell’ambiente

L’elevato livello di emissioni industriali e dei gas di scarico delle automobili è responsabile del forte inquinamento atmosferico cui è soggetta la Bulgaria. La contaminazione dell’aria, principale causa del fenomeno delle piogge acide, ha determinato la defoliazione di una vasta porzione delle foreste bulgare. Queste conoscono un forte degrado anche a causa dell’eccessivo sfruttamento per la pastorizia. Di rilievo anche l’inquinamento delle acque: gran parte dei principali fiumi sono inquinati e l’inquinamento marino lungo le coste del Mar Nero, in special modo nei pressi delle due maggiori città industriali, Varna e Burgas, rischia di diventare una seria minaccia per il turismo dell’area. Va inoltre ricordato che scarsi e inadeguati sono gli impianti di depurazione per le acque di scarico industriali. A partire dagli anni Novanta l’Unione Europea ha fornito alla Bulgaria aiuti finanziari volti a favorire la conservazione ambientale. Il paese include nove World Heritage Site, tra cui il Monastero di Rila e il Parco nazionale Pirin, il più grande del paese. Nel nord si trova il Parco nazionale Rusenski Lom.

Il governo bulgaro ha sottoscritto accordi internazionali sull’ambiente concernenti l’inquinamento atmosferico, la biodiversità, i cambiamenti del clima, le specie a rischio di estinzione, le scorie radioattive, l’abolizione dei test nucleari, la protezione dell’ozonosfera e le zone umide.

3

Popolazione

La popolazione della Bulgaria è di 7.262.675 abitanti (2008) con una densità media di 66 persone per km². I bulgari costituiscono l’85,3% della popolazione, mentre i turchi rappresentano la principale minoranza etnica presente nel paese (8,5%). Esistono inoltre minoranze di rom (2,6%), macedoni (2,5%), armeni, greci e russi. Dal 1990 a oggi il paese ha registrato un incremento demografico negativo (-0,81% nel 2008), dovuto sia ai recenti rivolgimenti politici, economici e sociali sia alla massiccia emigrazione della minoranza turca, vittima dalla fine degli anni Ottanta di discriminazioni da parte delle autorità bulgare. Nel 2005 la popolazione urbana costituiva il 71% della popolazione totale.

3.1

Lingua e religione

Lingua ufficiale è il bulgaro, parlato dal 90% della popolazione. Dopo diversi anni di una controversia politico-linguistica tra la Bulgaria e la Repubblica ex Iugoslava di Macedonia, la Bulgaria ha riconosciuto nel febbraio 1999 la lingua macedone, precedentemente considerata una semplice variante del bulgaro.

La fine delle restrizioni imposte dal governo comunista ha permesso a gran parte della popolazione di accostarsi alla religione. Attualmente, l’85% della popolazione è seguace della Chiesa ortodossa bulgara; sono inoltre presenti minoranze di musulmani (13%, prevalentemente turchi), cattolici romani, protestanti ed ebrei.

3.2

Istruzione e cultura

L’istruzione primaria è gratuita e obbligatoria dai sette ai quindici anni di età. L’insegnamento secondario privilegia gli istituti tecnici e professionali, che preparano prevalentemente personale specializzato nei diversi comparti dell’industria. Il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta è pari al 98,8% (2005). Il paese conta una trentina di istituti di istruzione superiore, tra i quali l’Università di Sofia (1888), la più antica del paese, l’Accademia bulgara di Scienze (1869) e l’Accademia di Medicina (1972), sempre nella capitale.

Tra le principali istituzioni culturali si ricordano la Biblioteca nazionale Kyrill e Methodius e la Biblioteca centrale dell’Accademia bulgara di Scienze, a Sofia; la Biblioteca nazionale Ivan Vazov di Plovdiv; il Museo nazionale di storia naturale (1889), il Museo archeologico e il Museo etnografico, a Sofia.

La Bulgaria, dove significative furono le influenze bizantine, greche e russe, fu il centro principale della cultura slava per tutto il X e l’XI secolo. L’espressione principale di questa ricchezza culturale è rappresentata dalla letteratura bulgara.

Anche nelle arti figurative il paese ha dato i natali a personaggi di spicco, quali lo scultore Ivan Lazarov, il pittore Vladimir Dimitrov, l’incisore di acqueforti Peter Moroz e il noto esponente della Land Art, Christo.

Particolarmente rilevanti dal punto di vista architettonico sono i monasteri e le chiese: la più antica fra queste è quella di San Giorgio, a Sofia, costruita sulle basi di un tempio pagano. Si ricordano inoltre la più moderna cattedrale Alexandr Nevskij e la chiesa di Boyana, nei pressi della capitale, decorata con affreschi del XIII secolo e divenuta World Heritage Site nel 1979. Al IX secolo risale il monastero di Rila e all’XI secolo quello di Bachkovo, a sud di Plovdiv.

In campo musicale molto significative sono la tradizione popolare e quella religiosa, legata alla Chiesa ortodossa, in particolare per quanto riguarda i canti, accompagnati da strumenti tipici come la gaida (una sorta di zampogna), il kaval (flauto dritto di legno), la gadulka (simile al violino). Particolarmenre rinomate e apprezzate a livello internazionale sono le danze popolari e folcloristiche bulgare, tra cui si ricordano la ruchenitsa e il vrapcheto. Un discreto sviluppo hanno anche la musica moderna e quella operistica. Vedi anche Le Mystère des voix bulgares; Cinema dell’Est europeo.

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