Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Pagina 6 di 7
Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Il territorio dell’attuale Bulgaria, abitato da popolazioni tracico-illiriche, già parte dell’impero romano nelle province della Tracia e della Mesia, fu invaso nel VI secolo d.C. da popolazioni slave e nel VII secolo dai bulgari, di origine turca, che si impadronirono della Bassa Mesia, allora provincia dell’impero bizantino. Alla fine dell’VIII secolo i bulgari estesero i propri possedimenti e fondarono uno stato militarmente molto potente, governato dall’803 all’814 da Khan Krum, le cui armate sconfissero le forze bizantine nell’811, arrivando ad assediare Costantinopoli (odierna Istanbul) nell’813. I successori di Krum si impadronirono di gran parte della Macedonia e della Serbia, riconquistata dai serbi nell’860 in seguito alla sconfitta di Boris I. Quattro anni dopo Boris I, sotto l’influenza dell’imperatore bizantino Michele III, impose ai suoi sudditi di convertirsi al cristianesimo, che divenne la religione ufficiale del regno. Riconosciuta dapprima la supremazia del papato (866), il sovrano bulgaro, dopo il rifiuto di papa Adriano II di creare una sede arcivescovile in Bulgaria, nell’870 si staccò dalla Chiesa di Roma per aderire a quella ortodossa orientale.
Durante il regno di Simeone, figlio di Boris I, la Bulgaria divenne lo stato più potente dell’Europa orientale. Tra il IX e il X secolo, Simeone amministrò saggiamente il regno e conquistò nuovi territori, sconfiggendo i magiari e i bizantini. Nel 925 si proclamò imperatore di Grecia e Bulgaria e nel 926 conquistò la Serbia, divenendo uno dei sovrani più potenti d’Europa. Il suo regno fu caratterizzato da un grande sviluppo culturale, dovuto al diffondersi della dottrina cristiana a opera dei discepoli di Cirillo e Metodio, “gli apostoli degli slavi”. In questo periodo venne adottato l’alfabeto cirillico e comparve per la prima volta la forma scritta della lingua slava. Nella seconda metà del X secolo ebbe inizio la decadenza del primo impero bulgaro, causata dalle invasioni dei magiari e dei russi, che nel 969 conquistarono la capitale e fecero prigioniera la famiglia reale. Nel 970 l’imperatore bizantino Giovanni I Zimiscè, allarmato dall’avanzata dei russi nell’Europa sudorientale, intervenne nel conflitto, riuscendo a sconfiggere i russi e ad annettere al proprio impero le regioni orientali della Bulgaria (972). L’impero bulgaro, governato dal 976 dallo zar Samuele, fu ridotto alla sola regione occidentale del paese fino al 1014, quando l’imperatore bizantino Basilio II sconfisse definitivamente le armate di Samuele, impadronendosi di tutta la Bulgaria.
Nel 1185 i bulgari, guidati da Ivan e Pietro Asen, si ribellarono al dominio bizantino e ristabilirono la propria sovranità sulla regione compresa tra i Balcani e il Danubio. All’inizio del XIII secolo, governati dalla dinastia degli Asen, i bulgari riconquistarono anche gran parte dei territori della Serbia e della Macedonia occidentale. Nel 1204, durante il regno di Giovanni II Kalojan (1197-1207), riconobbero per un breve periodo l’autorità della Chiesa di Roma, abbandonandola definitivamente nel 1234. Governati da Giovanni III Asen (che regnò dal 1218 al 1241), i bulgari riconquistarono la Tracia occidentale, tutta la Macedonia e parte dell’Albania. Alla morte di Giovanni III Asen l’impero tornò però a disgregarsi sotto gli attacchi di mongoli, bizantini, magiari e serbi; questi ultimi si impadronirono quindi della Bulgaria facendone una loro provincia nel 1330. I turchi ottomani, che nel 1360 avevano invaso la valle della Marizza, sottomisero l’intera Bulgaria nel 1396, dando vita a una dominazione che sarebbe durata cinque secoli, nonostante i numerosi tentativi di ribellione. Tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX il risveglio dell’identità bulgara, promosso e sostenuto da esponenti della cultura letteraria del paese, diede vita ai primi movimenti nazionalisti che, nel 1876, sfociarono in un’ulteriore ribellione stroncata brutalmente dai turchi. L’efferatezza della repressione turca fornì ai russi, animati da un sentimento panslavo e desiderosi di espandere il loro dominio fino al Mediterraneo, il pretesto per intervenire (1877). Sconfitti, i turchi sottoscrissero il trattato di Santo Stefano (marzo 1878), che prevedeva la costituzione di una Grande Bulgaria comprendente gran parte della Macedonia e un accesso all’Egeo. Il congresso di Berlino, svoltosi nel luglio dello stesso anno, ridimensionò tuttavia l’estensione territoriale della Bulgaria, cui venne sottratta la Rumelia orientale, dichiarata provincia autonoma sotto la tutela turca.
Nel 1879, Alessandro di Battenberg, nipote dello zar Alessandro II di Russia, fu proclamato primo principe di Bulgaria; nel 1885 al principato venne annessa anche la Rumelia orientale, nel frattempo ribellatasi ai turchi. In seguito ai contrasti interni e all’ostilità dello zar, nel 1886 Alessandro di Battenberg fu costretto ad abdicare. Nel 1887 venne quindi incoronato il principe Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Gotha; quest’ultimo, approfittando dell’instabilità politica della Turchia, dichiarò la Bulgaria regno indipendente e si proclamò imperatore con il nome di Ferdinando I (1908), regnando fino al 1918.
Nella primavera del 1912, con l’obiettivo di acquisire i territori previsti dall’accordo di Santo Stefano, la Bulgaria si unì alla Serbia, alla Grecia e al Montenegro nella prima Guerra balcanica contro la Turchia. I dissensi intervenuti tra gli alleati per la spartizione dei territori conquistati all’impero ottomano provocarono la seconda Guerra balcanica (1913), in seguito alla quale la Bulgaria, sconfitta, perse gran parte delle acquisizioni in Macedonia a favore della Serbia e la Dobrugia a favore della Romania. Schieratasi al fianco degli Imperi Centrali nella prima guerra mondiale, la Bulgaria venne nuovamente sconfitta e, nel settembre 1918, costretta a sottoscrivere un armistizio con gli Alleati. A Ferdinando I, che abdicò nell’ottobre dello stesso anno, succedette il figlio Boris III. Con il trattato di Neuilly del 27 novembre 1919, la Bulgaria venne privata della Tracia egea, costretta a pagare i danni di guerra e a ridurre i propri armamenti.
|
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |