Elementi correlati
Dati e statistiche
Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Bulgaria

Risultati di Windows Live® Search

  • Viaggiare Sicuri - Bulgaria

    Scheda geografica, avvertenze per la sicurezza e la salute dei viaggiatori, informazioni su formalità consolari, valuta e viabilità, link utili.

  • Bulgariaair

    Il portale italiano della Bulgaria Air, orari, flotta, collegamenti, turismo, bulgaria ... 12 voli diretti alla settimana da Roma per Sofia, 7 voli diretti alla settimana da Milano ...

  • Bulgaria - Wikipedia

    Nota disambigua – Se stai cercando lo stato storico che esistette tra il X e il XIV secolo nella regione attorno alla confluenza del Volga e del Kama, vedi Volga Bulgaro.

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search
Pagina 7 di 7

Bulgaria

Articolo
Multimedia
Bulgaria: bandiera e innoBulgaria: bandiera e inno
Struttura articolo
7.5

Il regime dittatoriale filofascista

Nell’ottobre del 1919, il leader dell’Unione agraria Aleksandr Stambolijsky venne eletto alla guida di un governo di coalizione. Stambolijsky inaugurò una linea riformista di stampo autoritario (limitata redistribuzione delle terre, lotta contro i monopoli, ridefinizione dei rapporti tra Stato e Chiesa), cercando di ristabilire, con la rinuncia alle rivendicazioni territoriali, relazioni amichevoli con i paesi vicini. Stambolijsky si inimicò così l’esercito, la borghesia cittadina, la Chiesa e i partiti conservatori, e nel giugno del 1923 venne rovesciato e barbaramente ucciso durante un colpo di stato. Il suo successore alla guida del governo, Aleksander Tsankov avviò una severa repressione contro l’Unione agraria e il Partito comunista, instaurando un regime filofascista. Il paese ebbe tuttavia una vita agitata, funestata da attentati e violenze. Nel 1935, in seguito a un tentativo di colpo di stato (maggio 1934), Boris III instaurò una dittatura personale di segno marcatamente fascista.

7.6

La seconda guerra mondiale

Caduta nella sfera di influenza tedesca e italiana, nel marzo del 1940 la Bulgaria aderì al Patto tripartito. Nel successivo dicembre ottenne dalla Romania la Dobrugia meridionale. Nel marzo 1941 dichiarò guerra alla Iugoslavia e alla Grecia, occupando la Macedonia, la Tracia e i distretti greci di Florina e Kastoria. Pochi mesi dopo dichiarò guerra a Stati Uniti e Gran Bretagna. Sebbene alleati della Germania nazista, Boris III e il suo governo si opposero alla politica di sterminio condotta contro gli ebrei (vedi Shoah).

A Boris III, morto in circostanze misteriose nell’agosto 1943, successe Simeone II, appena seienne. Alla guida del paese si insediò un consiglio di reggenza filotedesco, che venne rovesciato nel maggio 1944 dalle forze partigiane comuniste e agrarie. Occupata dalla truppe sovietiche a settembre, a ottobre la Bulgaria firmò l’armistizio con l’URSS, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, ritirandosi dai territori sottratti alla Grecia e alla Iugoslavia.

Con le elezioni del 18 novembre 1945, vinte con l’85% dei voti dal Fronte della patria, dominato dai comunisti, la Bulgaria cadde sotto la sfera d’influenza sovietica.

7.7

Il regime comunista

Il referendum istituzionale del settembre 1946 mise fine alla monarchia. Nell’ottobre dello stesso anno venne adottata una nuova Costituzione e a novembre, in seguito a nuove elezioni, Georgj Dimitrov, figura chiave dell’Internazionale comunista, assunse la guida del governo.

In base al trattato di Parigi (10 febbraio 1947) la Bulgaria conservò la Dobrugia meridionale, ma fu condannata a gravose riparazioni di guerra nei confronti di Iugoslavia e Grecia e a smilitarizzare gran parte della linea di confine con quest’ultima. Nel dicembre 1947 fu adottata una nuova Costituzione, direttamente ispirata a quella sovietica. Negli ultimi mesi del 1947 il regime comunista lanciò una severa epurazione, che colpì gli agrari, e in particolare il leader Nikola Petkov – accusato di spionaggio e condannato a morte al culmine di un processo farsa – ma anche molti comunisti dissidenti.

Nel 1948 la Bulgaria si allineò all’Unione Sovietica nella rottura delle relazioni con la Iugoslavia di Tito e in seguito limitò le relazioni diplomatiche con Grecia e Turchia. Nello stesso anno vennero avviate la collettivizzazione della campagne e la nazionalizzazione dell’industria (1947). Nella prima metà degli anni Cinquanta, Vulko Chrvenkov fu alla guida di un governo di stretta osservanza staliniana. Nel 1953 furono emanate misure per impedire ai cittadini di lasciare il paese e per dar corso al programma di assimilazione degli oltre 800.000 turchi della repubblica.

Sotto la lunga leadership di Todor Živkov, segretario del Partito comunista dal 1954 e poi primo ministro (1962-1971) e capo di stato (1971-1989), il regime comunista bulgaro si distinse per la chiusura e l’autoritarismo. Membro del Consiglio di mutua assistenza economica (COMECON) e del patto di Varsavia, la Bulgaria fu tra gli alleati più fedeli dell’URSS, dai cui aiuti dipese per realizzare il suo programma di industrializzazione.

Živkov fu tra i leader comunisti più restii ad accogliere i fermenti di democratizzazione che percorsero l’Europa dell’Est a partire dagli anni Settanta. Ritenuta responsabile della crisi economica ed esposta alle polemiche seguite all’assassinio del dissidente Georgi Markov (giornalista della BBC avvelenato a Londra) e all’attentato al papa Giovanni Paolo II (per cui si sospettò un coinvolgimento dei servizi segreti del paese), la nomenklatura bulgara ricorse al sentimento nazionalista per tentare di recuperare il consenso. Nel 1984 inasprì i provvedimenti contro la minoranza turca, provocandone il malcontento.

Alla fine del 1989 un complotto di alcuni riformatori pose fine alla lunga era di Živkov, che fu destituito dalla carica di presidente ed espulso dal Partito comunista (nel 1992 fu condannato per corruzione a diversi anni di prigione). La guida del paese passò a Peter Mladenov, già ministro degli Esteri, che restituì ai turchi i diritti civili. Nel luglio 1990, dopo le prime elezioni libere vinte dagli ex comunisti del Partito socialista, Mladenov venne sostituito da Želyu Želev. Alla fine dell’anno, in un contesto di forte conflittualità sociale, cadde il primo governo socialista.

7.8

La democrazia

Nel 1991, emendata la Costituzione, si svolsero le elezioni parlamentari, che videro prevalere la coalizione conservatrice dell’Unione delle forze democratiche (UDF). Le elezioni presidenziali del 1992 confermarono Želev alla presidenza. Il programma di profonda ristrutturazione economica lanciato dall’UDF provocò la chiusura di molti impianti industriali, andando incontro alle forti resistenze dei sindacati e delle opposizioni. Nuove elezioni svoltesi nel dicembre del 1994 portarono alla riconquista del governo da parte del Partito socialista di Žan Videnov, la cui politica non ottenne tuttavia risultati soddisfacenti.

Nel 1996 le opposizioni conservatrici si aggiudicarono la presidenza con Petar Stoïanov, riconquistando anche il governo nelle elezioni anticipate svoltesi dell’aprile del 1997 dopo una vasta ondata di manifestazioni popolari. Il nuovo primo ministro Ivan Kostov concordò con il Fondo monetario internazionale (FMI) una severa riforma economica, che comprendeva una privatizzazione a tappeto delle indebitatissime imprese statali e un consistente taglio della spesa pubblica. Nel 1998 il governo avviò anche un programma di restituzione delle proprietà nazionalizzate dai comunisti nel dopoguerra.

Dopo diversi anni di controversia politico-linguistica con la Repubblica ex Iugoslava di Macedonia, la Bulgaria riconobbe nel febbraio 1999 la lingua macedone, precedentemente considerata una semplice variante del bulgaro. Durante la crisi del Kosovo (1999), nonostante un’opinione pubblica fortemente ostile all’intervento della NATO, il governo bulgaro sostenne l’operazione militare condotta contro la Serbia. A un lieve miglioramento della situazione economica non corrispose una riforma della politica e dell’amministrazione pubblica, la cui azione rimase fortemente condizionata dalla corruzione e dal clientelismo.

Con le elezioni del giugno 2001 si affacciò sulla scena politica bulgara una nuova formazione politica creata dall’ex re Simeone II, rientrato in patria dopo un lunghissimo esilio. Partito dallo spiccato carattere populista, il Movimento nazionale Simeone II riuscì a imporsi sulle due forze che avevano retto il paese dalla caduta del regime comunista, mancando per un solo seggio la maggioranza assoluta del Parlamento. La situazione politica del paese restò tuttavia instabile. Pochi mesi dopo l’insediamento del governo, la protesta riempì le strade della capitale Sofia e nello stesso mese, per la prima volta dalla caduta del regime comunista, i socialisti conquistarono la presidenza con Georgi Parvanov.

Invitata a entrare nella NATO nel 2002, l’anno successivo la Bulgaria sostenne l’offensiva anglo-americana in Iraq con un piccolo contingente di 400 uomini. Nel marzo 2004, con una cerimonia alla Casa Bianca, il paese entrò ufficialmente nell’Alleanza atlantica. La persistenza di problemi economici e politici rinviò invece al 2007 l’ingresso nell’Unione Europea.

7.9

Sviluppi recenti

Sotto il governo di Simeone II il paese compie consistenti passi verso l’economia di mercato, riducendo il debito pubblico e tenendo sotto controllo l’inflazione. Le riforme, in parte bloccate da forti interessi corporativi, non portano tuttavia a un visibile miglioramento delle condizioni della popolazione. Le elezioni legislative del giugno 2005, segnate da un’altissima astensione (54%), registrano il successo dei socialisti, il cui giovane leader Sergey Staniev è costretto a formare tuttavia un governo di coalizione con il Movimento nazionale Simeone II e il Movimento per i diritti e la libertà (espressione della minoranza turca). Le elezioni registrano anche la forte affermazione (9% dei voti e 22 seggi) del partito di estrema destra Ataka (“Attacco”). A dicembre il governo ritira il contingente militare inviato nel 2003 in Iraq.

Nell’ottobre del 2006 Georgi Parvanov è riconfermato alla presidenza.

Il 1° gennaio 2007 la Bulgaria entra, insieme con la Romania, nell’Unione Europea.

Precedente
| | | | | |
Successiva
Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft