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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Negli anni successivi al 1880 l’Argentina conobbe un notevole progresso economico e sociale, emergendo nel primo decennio del XX secolo come una delle più importanti nazioni dell’America latina, tanto da diventare meta di una forte immigrazione europea che portò a un rapido incremento della popolazione. Nel 1912, dopo anni di corruzione politica, fu introdotto il suffragio universale maschile, segreto e obbligatorio. L’Argentina rimase neutrale durante la prima guerra mondiale, svolgendo però un ruolo importante come fornitore di prodotti alimentari dei paesi alleati. La crisi economica del 1929 ebbe forti ripercussioni nel paese, creando un profondo disagio sociale e politico. Nel 1930 un colpo di stato depose il governo del radicale Hipólito Irigoyen e portò al potere il generale Agustín Justo, sostituito alla guida del paese da Roberto M. Ortiz nel 1938.
Nel luglio del 1940 Ortiz, malato, fu sostituto da Ramón S. Castillo. Alla Conferenza panamericana di Rio de Janeiro del gennaio 1942, Argentina e Cile furono così le uniche nazioni americane a rifiutarsi di troncare le relazioni diplomatiche con le potenze dell’Asse. Castillo fu deposto un anno dopo da un gruppo di militari guidato dal generale Arturo Rawson, favorevole alla rottura delle relazioni con la Germania e il Giappone. Dissidi interni con gli altri congiurati gli impedirono tuttavia di assumere la presidenza, che andò invece al generale Pedro Ramírez. Nel gennaio del 1944, con una completa inversione di marcia causata dalle forti pressioni degli Stati Uniti, Ramírez ruppe le relazioni diplomatiche con Germania e Giappone. Decisa a ostacolare la politica alleata, la giunta militare, che deteneva l’effettivo potere politico, obbligò il presidente alle dimissioni (24 febbraio 1944). Figura centrale divenne a questo punto quella del colonnello Juan Domingo Perón. Nonostante le dichiarazioni di solidarietà con gli Alleati, il governo fu ufficialmente accusato dalle autorità di Washington di aiutare le potenze dell’Asse. Solo il 27 marzo 1945, quando la vittoria degli Alleati era ormai certa, la giunta dichiarò guerra alla Germania e al Giappone, sottoscrivendo il mese successivo l’Atto di Chapultepec, che creava il sistema difensivo integrato delle nazioni americane. L’Argentina venne accettata come membro delle Nazioni Unite in giugno.
La rinascita dell’attività politica in Argentina fu segnata dalla comparsa del Partito del lavoro, raccoltosi attorno al candidato alla presidenza Perón. La base di consenso della nuova formazione politica veniva dai gruppi più depressi della classe lavoratrice agricola e industriale, conosciuti come descamisados (gli “scamiciati”). I peronisti basarono la loro campagna elettorale sulla promessa di concessioni di terra, di salari più alti e di assistenza sociale alle classi popolari. Perón vinse a grande maggioranza le elezioni presidenziali del 24 febbraio 1946, imponendosi sul candidato della coalizione progressista. A gestire l’attività propagandistica e sociale del nuovo governo fu la moglie di Peron, l’ex attrice Eva Duarte, che si guadagnò rapidamente un grande ascendente sulla popolazione argentina. Nell’ottobre del 1946 Perón promulgò un ambizioso programma quinquennale per lo sviluppo dell’economia.
Nel marzo del 1949 venne introdotta una nuova Costituzione, che permetteva la rielezione del presidente della repubblica per un secondo mandato. Avvalendosi della nuova disposizione, nel luglio dello stesso anno Perón venne ufficialmente ricandidato dal suo partito per le elezioni in programma nel 1952. Le fortissime critiche dei partiti d’opposizione e della stampa a questo velato tentativo di dar vita a un regime personale spinsero la maggioranza governativa a mettere a punto una serie di norme limitanti l’azione delle opposizioni, sino alla chiusura degli organi di stampa indipendenti. In questo modo l’intera campagna elettorale del 1951 risultò fortemente falsata e, significativamente, oltre alla scontata riconferma del presidente uscente, i peronisti ottennero 135 dei 149 seggi a disposizione alla Camera dei deputati.
Nel gennaio del 1953 il governo inaugurò il suo secondo piano quinquennale, questa volta incentrato sull’incremento della produzione agricola. Nei mesi successivi l’Argentina strinse importanti accordi commerciali ed economici con diversi paesi (fra cui Gran Bretagna, Unione Sovietica e Cile), riportando in attivo la bilancia commerciale; la moneta argentina continuò invece a subire una forte svalutazione. Nel novembre del 1954 Perón avviò una fase di scontro frontale con le istituzioni cattoliche (accusate di fomentare attività antigovernative) e fece approvare, nell’arco di due mesi, una legge sul divorzio.
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