![]() |
Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Struttura articolo
Introduzione; Caratteristiche fisiche; Riproduzione e sviluppo; Comportamento e abitudini alimentari; Comportamento e attività della colonia; Relazioni ecologiche con altre specie; Specie rappresentative
Formica Nome comune dei membri di una famiglia di insetti sociali inclusa nell’ordine degli imenotteri. La famiglia dei formicidi comprende oltre 4500 specie conosciute, ampiamente distribuite in tutti i paesi temperati e tropicali. Nonostante le numerose somiglianze, che riguardano in particolare l’organizzazione sociale delle colonie in cui vivono, formiche e termiti non sono strettamente imparentate, bensì classificate in ordini distinti.
Il corpo di una formica è costituito da capo, torace e addome, con questi ultimi due segmenti articolati per mezzo di un peduncolo addominale. Come la maggior parte degli imenotteri, le formiche sono dotate di un apparato boccale masticatore. Alcune specie dispongono di un aculeo del quale si servono come arma di difesa; in alternativa, possono essere presenti ghiandole velenifere che, insieme ad altre ghiandole che secernono sostanze connesse all’attività sessuale, costituiscono un ricco apparato secretore, utile nella comunicazione intraspecifica (tra membri della stessa specie). Nella maggior parte delle specie i maschi nascono privi di ali, mentre le femmine sono alate e restano tali fino a dopo l'accoppiamento. Le femmine non alate, chiamate operaie, sono generalmente sterili. Queste ultime sono talvolta differenziate in categorie o caste diverse, a seconda del compito svolto nell’ambito della colonia: i macroergati sono le operaie più grandi, i microergati sono le più piccole e i dinergati sono quelle di dimensioni intermedie.
Una volta avvenuta la fecondazione, che si compie durante il cosiddetto volo nuziale, il maschio muore, mentre la femmina perde le ali e diventa la regina della colonia. Essa ha la funzione di produrre le uova, mentre la cura e il nutrimento delle forme giovanili, nonché la difesa della comunità, sono tra i compiti affidati alle operaie. Il primo gruppo di uova deposte dalla regina dà origine a femmine sterili; in seguito la colonia viene arricchita di maschi e femmine alate, queste ultime destinate a fondare nuove comunità. Il ciclo vitale di una formica è costituito da quattro stadi: dall’uovo si sviluppa una larva che, attraverso una metamorfosi completa, si trasforma dapprima in pupa e poi in insetto adulto. Le uova, piccole e bianche o giallastre, vengono deposte dalla regina in numero altissimo e nell'arco di 2-6 settimane si sviluppano in larve; queste, dopo essersi nutrite per un periodo variabile da qualche settimana a diversi mesi, si trasformano in pupe. In alcune specie le pupe sono nude, mentre in altre vengono protette da bozzoli filati con una sostanza che esse stesse secernono alla fine dello stadio larvale. Durante lo stadio di pupa, la formica rimane inattiva, non si nutre e subisce la profonda trasformazione in insetto adulto. Le regine e le operaie di alcune specie possono vivere per più di 15 anni.
Le formiche sono generalmente onnivore, anche se non sono rari i casi di specie che si nutrono soltanto di alcuni tipi di alimenti. Alcune presentano comportamenti alimentari particolari, molto specializzati: ad esempio, le cosiddette formiche mietitrici (generi Messor e Pogonomyrmex della sottofamiglia delle mirmecine) si nutrono di semi di cereali, che vengono raccolti e frantumati da gruppi di operaie dedite esclusivamente a questa funzione. Altre specie (generi Atta e Cyphomyrmex, anch’essi della sottofamiglia delle mirmecine) coltivano funghi all’interno del formicaio per nutrire la colonia; questi funghi vengono “concimati” con frammenti di foglie raccolti e portati al nido da operaie specializzate, dette tagliafoglie. Diverse specie della sottofamiglia delle mirmecine si nutrono di un liquido zuccherino, chiamato melata, secreto dagli afidi. In taluni casi il rapporto con gli afidi diventa simbiotico: le formiche ospitano e proteggono gli afidi in cambio della melata, che alcune operaie ingeriscono in quantità tali da non essere più in grado di muoversi; il loro corpo diventa una sorta di otre vivente e immobile, che stilla goccioline di melata a richiesta, pronto per nutrire gli altri membri della colonia. Molte formiche praticano, inoltre, forme complesse di nutrizione reciproca e di scambio di stimolazioni chimiche. Ad esempio, mentre nutrono le larve, le operaie raccolgono dalla superficie dei loro corpi una secrezione salivare di cui sono particolarmente ghiotte: l'attrazione esercitata sulle operaie da questa sostanza può spiegare le cure che esse dedicano alle larve, e in questo senso rappresenta un elemento fondamentale di coesione e di organizzazione della colonia.
|
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |