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Formica

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Formiche soldato in marciaFormiche soldato in marcia
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Comportamento e attività della colonia

Generalmente l'attività principale di una colonia di formiche consiste nella costruzione del nido o formicaio, all’interno del quale risiedono la regina e le forme giovanili. Molte specie costruiscono nidi formati da diverse camere e gallerie sotterranee, scavate al di sotto di pietre e tronchi d'albero oppure nel materiale organico in decomposizione. Le specie nomadi costruiscono nidi provvisori.

Come in generale tutti gli insetti sociali, anche le formiche sono animali particolarmente operosi. L’attività è più intensa in determinati momenti della giornata (di solito all'alba e al tramonto o nelle prime ore della sera nel caso delle specie notturne) e quasi letargica in altri. Nelle formiche che vivono in zone temperate, l’attività varia anche a seconda delle stagioni: è particolarmente intensa in estate e quasi nulla in inverno. In alcune specie sono state osservate anche differenze individuali permanenti nella popolazione delle operaie, con alcuni individui molto attivi e altri più pigri.

Alcune formiche manifestano una certa capacità di apprendimento: alcuni esperimenti hanno dimostrato che riescono a districarsi facilmente all’interno di labirinti relativamente complessi, abilità che sfruttano in natura per orientarsi al di fuori del nido, durante l’attività di approvvigionamento alimentare. In genere si muovono in colonne ordinate, seguendo tracce chimiche o altri stimoli, quali la direzione del piano di polarizzazione della luce (vedi Ottica). Una formica “esploratrice” che abbia scoperto grosse concentrazioni di cibo eccita il resto della colonia e guida le operaie fuori dal formicaio in direzione della fonte. I sistemi di comunicazione tra le formiche sono molto efficienti e avvengono principalmente mediante mezzi tattili e chimici, sebbene alcune specie possano comunicare anche con suoni e vibrazioni.

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Relazioni ecologiche con altre specie

I nidi di molte formiche sono abitati da varie specie di coleotteri e altri insetti, i mirmecofili, che vi risiedono stabilmente; alcuni sono parassiti, mentre altri ricambiano l’ospitalità in diversi modi. Esistono inoltre formiche che parassitano in modo temporaneo o permanente altre specie di formiche: ad esempio, Polyergus breviceps sottrae ad altre formiche un certo numero di larve, che porta nel proprio nido e utilizza come schiave una volta adulte.

In alcuni casi le formiche sono considerate dannose per le attività umane, nella misura in cui arrecano danni alle coltivazioni, infliggono punture e infestano le case. Svolgono tuttavia anche servizi preziosi, sia per l’ambiente che per l’uomo: le specie considerate distruttive per il legno, ad esempio, con la loro opera di demolizione dei tessuti vegetali contribuiscono a velocizzare i processi di decomposizione delle sostanze organiche; altre, contrastando l'aumento di popolazioni di insetti parassiti, rappresentano un'alternativa all'uso dei pesticidi in agricoltura (vedi Lotta antiparassitaria; Agricoltura biologica).

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Specie rappresentative

Le formiche più note alle latitudini temperate sono le circa 2500 specie riunite nella sottofamiglia delle formicine, caratterizzate da ghiandole velenifere che secernono acido formico. Ne fa parte il genere Formica, rappresentato pressoché in tutto il mondo. La sottofamiglia delle leptanilline, a cui appartengono specie tropicali, è presente anche nell’Italia insulare. Le specie note come formiche combattenti sono distribuite tra le sottofamiglie delle doriline e delle ecitonine. La già citata sottofamiglia delle mirmecine, infine, vanta membri specializzati nello sfruttamento di risorse alimentari particolari, come i funghi e i cereali.

Classificazione scientifica: Le formiche costituiscono la famiglia dei formicidi dell’ordine degli imenotteri, classe insetti, phylum artropodi.

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