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La Georgia, regione essenzialmente agricola, è stata a lungo la più prospera delle repubbliche dell’Unione Sovietica; dopo l’indipendenza (1991), la situazione economica del paese ha subito un brusco deterioramento, soprattutto a causa dei conflitti etnici che hanno gettato nel caos ampie porzioni di territorio. Nell’economia georgiana hanno un ruolo rilevante l’agricoltura e la silvicoltura; la bonifica del bassopiano della foce del Rioni ha permesso lo sfruttamento di una zona costiera molto fertile, in cui sono coltivati tè, agrumi e cereali; importanti sono inoltre le coltivazioni di tabacco e uva e l’allevamento del baco da seta e del bestiame. La disponibilità di energia elettrica, di risorse minerarie (manganese, ferro, molibdeno e oro) e di giacimenti di carbone e petrolio hanno notevolmente contribuito alla crescita industriale della Georgia, nel cui territorio si trovano anche cave di marmo, alabastro e diatomite. L’industria fornisce principalmente ferro e acciaio, cemento, veicoli a motore e prodotti tessili. Il turismo, concentrato sulle coste del Mar Nero, costituiva un’importante risorsa economica, ma recentemente i conflitti interni e le tensioni etniche hanno ridotto drasticamente le attività del settore. Dal 1993 l’unità monetaria è il lari. Nel 2005 il prodotto interno lordo è stato di 6.395 milioni di dollari USA, equivalenti a 1.429,20 dollari USA pro capite.
Fino al 1991, anno della proclamazione dell’indipendenza, la Georgia era una delle repubbliche costituenti l’Unione Sovietica (URSS). Dal 1992 il paese è sprofondato in un grave conflitto etnico e civile, tuttora irrisolto. Nel 1995 è stata adottata una nuova Costituzione e un sistema presidenziale. La Georgia fa parte della Comunità di stati indipendenti (CSI) e sul suo territorio sono presenti forze militari russe. Il paese, al centro di interessi geopolitici di difficile conciliazione, dal 2002 ospita anche basi militari statunitensi.
Il presidente, eletto a suffragio universale ogni cinque anni, è anche capo del governo ed è coadiuvato nelle sue funzioni esecutive dal primo ministro.
Il potere legislativo è affidato a un Parlamento unicamerale (chiamato anche Consiglio supremo) composto da 235 membri eletti ogni quattro anni, di cui 150 con sistema proporzionale, 75 con il sistema uninominale e dieci in rappresentanza dei profughi dell’Abhasia.
Il potere giudiziario comprende una Corte suprema (eletta dal Parlamento su suggerimento del presidente della repubblica) e una Corte costituzionale. La pena di morte è stata abolita nel 1997.
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