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Felce Nome comune delle piante vascolari crittogame (senza seme) appartenenti alla divisione delle pterofite. Secondo le testimonianze fossili, le felci si evolvettero a partire dal Devoniano inferiore e nel Carbonifero raggiunsero uno sviluppo e una diffusione tali, da divenire le piante dominanti dell’intero pianeta. Anche oggi sono rappresentate in tutte le regioni del mondo, con circa 150 generi e 12.000 specie; quelle adattate ai climi temperati sono esclusivamente erbacee, come Osmunda cinnamomea, mentre la maggior parte di quelle tropicali vanta un portamento arboreo, con fusti alti fino a una trentina di metri; ne è un esempio Dicksonia squarrosa, diffusa in Nuova Zelanda. Alcune varietà, infine, sono epifite. Dal punto di vista filogenetico, le felci sono piante terrestri primitive, situate su un gradino della scala evolutiva più alto delle briofite (muschi ed epatiche). Rispetto a queste, infatti, le felci sono dotate di veri e propri tessuti vascolari deputati al trasporto dell’acqua e dei soluti alle diverse parti della pianta; inoltre, presentano un ciclo vitale diverso, in cui la generazione dominante non è il gametofito, ma lo sporofito, come in tutte le piante più evolute. Rimangono tuttavia dipendenti dall’acqua, la cui presenza è strettamente necessaria perché avvenga la fecondazione.
Le felci delle regioni temperate sono tipicamente costituite da un rigoglioso ciuffo di foglie, più propriamente dette fronde, che si diparte da un rizoma strisciante ancorato al terreno per mezzo di radici avventizie dette rizoidi. Ogni fronda è una foglia composta, costituita da un asse centrale (rachide, il prolungamento del picciolo), su cui sono inserite le numerose foglioline. Sulla pagina inferiore di queste ultime si sviluppano i sori, bottoncini disposti in file regolari, contenenti gli sporangi, vale a dire le strutture all’interno delle quali si formano le spore. Nelle felci arboree, il tronco è legnoso, sebbene sia costituito unicamente da tessuti di origine primaria, e non secondaria; il fusto, privo di ramificazioni, termina con un ciuffo di fronde. Le giovani fronde, che presentano l’estremità superiore avvolta a spirale, prendono il nome di pastorali, da quello del bastone episcopale a cui assomigliano. La loro forma bizzarra si deve al particolare meccanismo di crescita delle foglie, che è più rapido per i tessuti della pagina inferiore che per quelli della pagina superiore.
Il ciclo vitale delle felci presenta un’alternanza di generazioni rispettivamente aploide (gametofito) e diploide (sporofito). Quest’ultima, la tipica pianta frondosa che tutti conoscono, rappresenta la generazione dominante. Il ciclo idealmente ha inizio quando una spora atterra su un terreno sufficientemente caldo e umido e inizia a germinare, sviluppandosi in un filamento sottile detto protonema; questo, a sua volta, dà origine al protallo, una piccola struttura laminare a forma di cuore, ancorata al terreno per mezzo di rizoidi, che rappresenta la generazione gametofitica della felce. Sulla pagina inferiore del protallo sono presenti gli organi sessuali, ovvero l'archegonio, femminile, e l'anteridio, maschile (in alcune specie gli organi femminili e maschili crescono su protalli separati). In presenza di acqua, gli spermatozoidi prodotti dall'anteridio, dotati di una coppia di flagelli per la locomozione, riescono a raggiungere l'archegonio, aperto e ingrossato, e a fecondare l'oosfera in esso contenuta. In seguito alla fecondazione, da ciascun protallo si sviluppa una pianta, che rappresenta la generazione sporofitica del ciclo; una volta iniziata la germinazione, il protallo muore. Due generi di felci acquatiche sono eterosporee: producono spore di tipo diverso (microspore e macrospore), di cui uno dà origine a un protallo femminile, e l’altro a un protallo maschile. Tutti gli altri generi sono isosporei: producono spore di un unico tipo, da cui si sviluppano protalli bisessuali. Classificazione scientifica: Le felci costituiscono la divisione (phylum) delle pterofite del regno delle piante.
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