![]() |
Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Struttura articolo
Mulino a vento Macchina che converte l’energia cinetica del vento in energia meccanica. Il suo elemento principale è la ruota, le cui pale, sospinte dal vento, fanno girare un albero di trasmissione che può essere collegato a macchine di vario tipo, quali una macina per il grano, una pompa per l’acqua o un generatore di energia elettrica.
I più antichi mulini a vento di cui ci sia giunta testimonianza risalgono al VII secolo: venivano impiegati in Persia, per l’irrigazione dei campi e la macinazione del grano. Erano costituiti da una ruota ad asse verticale, che rimaneva dunque parallela al terreno, alla quale erano fissate delle vele. Benché relativamente inefficienti, si diffusero in tutto il Medio ed Estremo Oriente, fino alla Cina. Agli inizi del XII secolo i mulini a vento apparvero in Francia e in Inghilterra. Erano di legno e dovevano essere ruotati a mano, attorno al palo centrale di sostegno, per orientare le vele al vento. Il grande sviluppo del mulino a vento avvenne però durante il XIV secolo, soprattutto nei Paesi Bassi, da cui si diffuse rapidamente in tutti i paesi europei. Il mulino era costituito da una torre di pietra sormontata da una calotta di legno, che sosteneva l’albero del rotore e la parte superiore degli ingranaggi del mulino: l’albero del rotore era parallelo al terreno e le vele, in numero variabile da quattro a otto, e lunghe da 3 a 9 metri, erano costituite da un telaio di legno ricoperto di tela o di sottili stecche in legno. Il moto rotatorio veniva trasmesso, mediante un sistema di alberi e ingranaggi, alla macchina del mulino che si trovava alla base dell’edificio. Oltre che per macinare il grano e per irrigare i campi, i mulini a vento costruiti tra il XV e il XIX secolo erano usati per scopi diversi, ad esempio prosciugare le terre sotto il livello del mare, segare il legname, fabbricare la carta, torchiare le olive o macinare semi oleosi.
Fra i diversi miglioramenti, il più importante fu la coda a ventaglio, un meccanismo introdotto nel 1745 che serviva a orientare automaticamente controvento il rotore. Nel 1772 fu invece inventata la vela a elementi orientabili, costituiti da alette in legno la cui apertura veniva comandata, a mano o automaticamente, per mantenere costante la velocità di rotazione durante le frequenti variazioni di velocità del vento. Altri miglioramenti sostanziali furono l’introduzione di freni aerodinamici per arrestare la rotazione delle vele e, soprattutto, la sostituzione delle vele con pale a forma di elica, capaci di sfruttare anche i venti più deboli. Queste ultime invenzioni furono decisive per rendere possibile la sperimentazione, alla fine del XIX secolo, del mulino a vento come aerogeneratore, mediante l’accoppiamento con un generatore elettrico. Vedi Energia eolica.
© 1993-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |