![]() |
Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Struttura articolo
Introduzione; Regate; Imbarcazioni e classi; Terminologia, manovre e andature; Cenni storici e federazioni
Vela (sport) Sport che si pratica sul mare o in acque interne con imbarcazioni dotate di alberatura a vela che utilizzano, per muoversi, la sola spinta del vento. Le barche a vela si usano sia per diporto (crociere e pesca) sia per gareggiare in competizioni dette regate. Si distinguono imbarcazioni a deriva mobile (o “derive”) e imbarcazioni a bulbo; queste ultime sono spesso dotate di una cabina per l’alloggiamento dell’equipaggio e vengono perciò definite cabinati, oppure yacht d’altura, per il fatto che consentono di percorrere lunghi tragitti in mare aperto.
Nelle regate, l’obiettivo del velista (o di un equipaggio) è quello di coprire un determinato tragitto nel minor tempo possibile, oltrepassando per primo la linea d’arrivo. Il campo di regata è delimitato da boe, solitamente disposte a forma di trapezio o di triangolo. In alcuni casi, ad esempio nella vela d’altura, il percorso è contrassegnato anche da isole o punti di riferimento fissi. Non di rado le regate si svolgono in più giornate (o a tappe), nell’arco delle quali viene stilata una classifica, con possibilità di scarti. Nelle gare d’altura, il partecipante non è un atleta né un equipaggio, i cui componenti possono cambiare come gli elementi di una squadra, ma è l’imbarcazione, la cui attrezzatura è sottoposta a rigidissime regole di stazza che, attraverso calcoli complessi, determinano l’appartenenza a una classe omogenea di imbarcazioni equivalenti. Anche quando la competizione è disputata fra imbarcazioni diverse, la classifica viene stilata per classi. Esistono anche regate a squadre (dette flottiglie), quali l’Admiral’s Cup o la Sardinia Cup. In questo caso il punteggio è costituito dalla somma dei punti realizzati dalle singole imbarcazioni della flottiglia.
Le gare sono suddivise, secondo il tipo di barca utilizzata, in regate per classi monotipo, classi a formule e classi libere di cabinati. Le imbarcazioni monotipo sono le più conosciute e popolari e vengono suddivise in classi olimpiche, federali e giovanili. Le classi olimpiche a scafo tondo sono il Soling (per tre persone), a chiglia fissa; il 470 (doppio), a deriva basculante; il Finn (singolo maschile), a deriva basculante; il Laser (singolo maschile), con deriva a baionetta; l’Europa (singolo femminile), con deriva mobile; il Tornado, catamarano con due derive mobili. Alle classi di interesse federale appartengono: il 420 e il Laser Radial, con scafo tondo e deriva mobile; il catamarano Dart. Le classi di promozione giovanile sono composte dall’Optimist, a spigolo e deriva mobile, e dall’Equipe, a scafo tondo e deriva mobile. Esistono inoltre altre classi, come Dinghy, Yole, Flying Junior, Vaurien, Laser 2, “S” monotipo, Snipe (Beccaccino), Contender, Strale, Fireball, Lightning, Flying Dutchman, Tempest e i catamarani Mattia Esse, Cat “A” e Hobie Cat. Fino alle Olimpiadi di Atlanta (1996) è stata classe olimpica anche la Star, con scafo a spigolo e chiglia fissa. Gli yacht d’altura sono suddivisi sulla base di formule che stabiliscono i rapporti tra le dimensioni dello scafo, la superficie delle vele e altre misure che tengono conto anche del peso e del materiale di costruzione. Classi libere e cabinate, ad esempio, sono: il Meteor, anche monotipo, con bulbo; il J 24, monotipo; il Fun, monotipo a scafo tondo e deriva mobile; il Surprise, anche monotipo; il 5.50 metri SI (Stazza internazionale), yacht a formula; l’Asso 99 one design, anche monotipo; il 6 metri SI, yacht a formula; il 12 metri SI, yacht a formula; yacht stazzati IMS, IOR, CHS, per regate costiere e d’altura.
Lo sport della vela è caratterizzato da una terminologia e una serie di espressioni la cui comprensione risulta difficile per chi non appartenga al mondo delle regate. I termini più ricorrenti nel gergo velico sono: prua, che è la parte anteriore della barca; poppa, che è la parte posteriore; sottovento, che è il lato della barca su cui la vela principale è spinta dal vento; sopravento, il lato opposto a quello sottovento. Le principali vele sono: la randa o vela maestra, situata a “poppavia” (cioè dietro) dell’albero maestro; il fiocco, a prua, di cui esistono vari tipi (dal “genoa”, molto grande per situazioni con poco vento, alla “tormentina”, piccola e resistente, per vento forte o tempesta); lo spinnaker, grandissima vela molto leggera che aumenta la velocità della barca, utilizzato in regata e in alcune andature. Scotta è la fune con cui si regola una vela; cazzare e lascare indicano rispettivamente il tirare o il rilasciare una scotta. Per quanto riguarda le manovre, poggiare significa modificare la rotta allontanando la prua dalla direzione del vento; orzare significa modificare la rotta verso il vento; abbattere (o strambare) significa che una barca, con il vento in poppa, poggia fino a porre la vela maestra attraverso la linea mediana della barca stessa per passarla sull’altro lato al fine di modificare la rotta; virare vuol dire modificare la rotta orzando e passando per la posizione in cui la barca si trova controvento. Le andature che una barca può tenere sono: la bolina, quando la rotta non si allontana di più di 45° dalla direzione del vento (una barca a vela non può mai andare controvento ma è costretta a risalirlo bordeggiando, cioè mantenendosi ai suoi bordi, di bolina); l’andatura di poppa, quando la rotta coincide con la direzione del vento che, infatti, spinge la barca da dietro; al traverso, quando la direzione del vento è perpendicolare a quella della barca; e, infine, al lasco, andatura intermedia fra il traverso e la poppa.
|
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |