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Alfabetizzazione

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Corso di alfabetizzazione, TanzaniaCorso di alfabetizzazione, Tanzania
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Introduzione

Alfabetizzazione Termine originatosi in contrapposizione alla parola più antica “analfabetismo”, per indicare la capacità di leggere e scrivere o, più precisamente, di decodificare segni, simboli e lettere, scritti o stampati, combinati in forma di parole.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) ha definito nel 1958 non alfabetizzata (cioè analfabeta, letteralmente “priva dell’alfabeto”) la persona che “non sia in grado di leggere o scrivere, comprendendola, una frase semplice attinente la propria vita quotidiana”. A livello internazionale, la maggior parte dei resoconti sul problema dell’alfabetizzazione e del suo contrario, l’analfabetismo, utilizza ancora oggi questa definizione.

I dati raccolti dall’UNESCO stimavano nel 1970 un tasso di analfabetismo, relativo ai maggiori di quindici anni, pari al 37% della popolazione mondiale, divenuto pari al 20,6% nel 2000. Va sottolineata la disparità della situazione nelle diverse aree del mondo: attualmente il tasso di analfabetismo in Europa è dell’1,3%, mentre nei paesi in via di sviluppo è pari al 39,7%.

L’Italia, un tempo paese dagli alti tassi di analfabetismo, s’è andata allineando con i dati dei paesi più industrializzati: dal 54% circa di analfabeti all’inizio del Novecento si è passati al 20,8% nel 1921, al 2,8% nel 1981, al 2,3% nel 1991, all’1,3% nel 2001.

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L’analfabetismo femminile

Un particolare problema è costituito dal permanere dell’analfabetismo femminile. Anche se le disparità sociali tra uomini e donne vanno gradualmente diminuendo, numerose ricerche hanno dimostrato che bambini con difficoltà nella lettura e nella scrittura provengono più spesso da famiglie in cui le madri presentano gli stessi problemi. Lo studio della relazione esistente tra l’analfabetismo femminile, il tasso demografico nazionale e le basse prospettive di vita alla nascita ha quindi indotto le organizzazioni internazionali e i governi nazionali a progettare, in numerosi paesi, vaste campagne di alfabetizzazione rivolte soprattutto alle donne.

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La definizione di alfabetizzazione

Ogni definizione di alfabetizzazione è strettamente legata al patrimonio di conoscenze su cui l’alfabetizzazione stessa viene misurata, ovvero un insieme di parametri che si è rivelato in continua evoluzione. A chiunque sia oggi parte integrante di una società industrializzata è richiesto infatti un livello di alfabetizzazione più elevato di quello previsto dalle cosiddette “competenze basilari”, cioè saper leggere e scrivere; le persone che posseggono solo queste capacità minime sono state allora definite “analfabeti funzionali”. La persona alfabetizzata in modo funzionale, invece, deve “essere in grado di utilizzare la lettura, la scrittura e il calcolo per il proprio sviluppo e per quello della società cui appartiene”. Molti tentativi di definire l’alfabetizzazione sono stati compiuti, senza però che si sia arrivati a un risultato ritenuto accettabile.

Un tentativo significativo fu comunque effettuato nel 1990 negli Stati Uniti d’America, dove è stato valutato il fenomeno dell’alfabetizzazione di un campione rappresentativo di adulti. I risultati ottenuti sono stati riportati in un modello tridimensionale, in cui la prima dimensione, chiamata “alfabetizzazione da prosa”, era legata alla lettura e all’interpretazione di un testo di prosa, articoli di giornali, riviste e libri; la seconda, detta “alfabetizzazione da documenti”, riguardava la capacità di ricavare informazioni da figure, tabelle, carte e indici; la terza, l’“alfabetizzazione quantitativa”, implicava l’applicazione di operazioni numeriche a informazioni contenute in materiale stampato, come un menu, un catalogo o un’inserzione.

Questo tentativo di definizione dell’alfabetizzazione è importante in quanto ha messo in evidenza le funzioni richieste oggi all’individuo per vivere all’interno di una società, lasciando invece in una posizione secondaria l’ambito scolastico. Solo considerando gli aspetti funzionali della capacità di decodificare e comprendere la lettura e la scrittura (vale a dire quanto tali capacità siano di ostacolo o facilitino l’inserimento dell’individuo nella società) sarà infatti possibile affrontare il problema in termini chiari ed efficaci.

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