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Krill

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Krill dell’AntartideKrill dell’Antartide

Krill Nome collettivo usato per indicare piccoli crostacei marini simili a gamberetti, che nuotano in banchi fittissimi soprattutto nelle acque dell'Antartico. Hanno una lunghezza media tra gli 8 e i 70 mm e arti dall'aspetto piumoso, che usano per filtrare le minuscole diatomee delle quali si cibano. Generalmente emettono una forte luce verde-azzurra, che probabilmente svolge un ruolo importante nell'accoppiamento.

Il krill vive in mare aperto e costituisce un importante elemento delle catene alimentari: questi animali vengono, infatti, predati dai pesci, dagli uccelli e soprattutto da alcuni tipi di balene, che possono consumarne fino a 2 tonnellate per pasto. I banchi di krill hanno una densità di 20 kg/m³; alcune specie restano in prossimità della superficie, mentre altre si trovano anche a profondità di 2000 metri.

Di grande importanza come fonte di proteine alimentari, il krill viene oggi pescato in modo intensivo; la pesca di krill sottrae, tuttavia, cibo prezioso alla sopravvivenza di molte balene e per questo molte organizzazioni ed enti internazionali stanno cercando di regolamentare questa pratica in tutto il mondo.

Classificazione scientifica: I crostacei che compongono il krill appartengono all'ordine degli eufausiacei.

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