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Risultati di Windows Live® Search Catone Censore, Marco Porcio (Tuscolo 234-149 a.C.), uomo politico e scrittore latino. Rivestì numerose cariche pubbliche: questore nel 204 a.C., edile nel 199, pretore nel 198 in Sardegna e console nel 195. In questa veste represse una rivolta in Spagna e rivestì il ruolo di difensore degli antichi costumi romani. Si oppose all'abrogazione della legge Oppia, che limitava severamente il lusso femminile. Nel 184 divenne censore e rivestendo questa carica rinnovò una dura lotta contro l'immoralità dei costumi romani, attaccando anche i senatori più illustri. I processi che nel 187 e nel 184 intentò contro gli Scipioni e la loro raffinata cerchia intellettuale costituiscono il più evidente e clamoroso atto della sua opposizione alla cultura ellenistica. La rigida esaltazione di un passato austero e frugale non era tuttavia disgiunta, in Catone, da una visione dinamica della politica estera romana. Nel 157 fu inviato in Africa, in qualità di mediatore fra cartaginesi e numidi: durante questa visita nacque la sua ossessione che la città di Cartagine fosse una minaccia per Roma. Da allora ne invocò pubblicamente e freddamente la distruzione. Nell'anno in cui egli morì, scoppiò tra romani e cartaginesi la terza guerra punica, che si concluse tre anni dopo con la distruzione di Cartagine. Catone è ricordato anche come autore della prima storia di Roma in prosa, le Origines, di cui rimangono solo pochi frammenti. Il suo De agricultura, un trattato sull'agricoltura, è la più antica opera latina in prosa giunta completa fino a noi.
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